25.01.2013  18:40

Gioco d'azzardo: "I comuni non hanno strumenti per vietarlo", risponde il vicesindaco Bettoni alla consigliera Gauni

di Monica Campani
Con un'interpellanza la consigliera di La sinistra per San Giovanni ha chiesto spiegazione al vicesindaco della presenza delle sale gioco in città. Bettoni ha riposto: "Non abbiamo strumenti per vietare il proliferare di sale da gioco, sale scommesse e macchinette da gioco nei locali".


"Che fine hanno fatto gli impegni a contrastare il gioco d’azzardo, assunti a marzo 2012?", ha chiesto con un'interpellanza la consigliera di La sinistra per San Giovanni  Adria Gauni al vicesindaco Damiano Bettoni, domandando anche se corrisponde a verità la notizia sulla prossima apertura di una nuova sala giochi.

"La polizia municipale verificherà che l'informazione sui rischi del gioco siano correttamente applicati nei locali e negli esercizi - ha risposto il vicesindaco di San Giovanni - I comuni non hanno strumenti per vietare il proliferare di sale da gioco, sale scommesse e macchinette da gioco nei locali".

Secondo Damiano Bettoni l'amministrazione comunale può intervenire sugli orari delle sale da gioco e sulla regolamentazione per l'avvio delle attività obbligando al rispetto di alcuni parametri come ad esempio la lontananza dalle scuole. 

"La recente liberalizzazione degli orari del commercio non si applica tout-court alle sale da gioco, certo è che il principio generale di libertà di esercizio deve trovare un limite motivato. Sull'esercizio dei giochi nei bar ecc, il comune può fare ben poco. Infatti, sono sicuramente illegittimi i parametri diversi da quelli di cui ai decreti dell’amministrazione autonoma monopoli di stato e orari di esercizio specifici per l'attivazione dei giochi, il sindaco non può usare infatti lo strumento della regolamentazione degli orari ai fini di pubblica sicurezza".

I dati del gioco sono allarmanti: secondo i dati della commissione affari sociali della Camera dei Deputati, sono infatti 400.000 le slot machine e le videoLottery in Italia. Altro dato impressionante è il giro di affari: nel 2004 sono stati giocati 24,8 miliardi. 7,3 miliardi, pari al 29,4% del giocato, sono stati incassati dallo stato. Nel 2011 sono stati giocati 79,8 miliardi e lo stato ha incassato 8,8 miliardi pari al 11,02%. Circa il 56% degli incassi e quindi dei soldi spesi dagli italiani derivano dal gioco alle slot machine.

"L’amministrazione davanti all’impossibilità di vietare la pubblicità del gioco - ha continuato Damiano Bettoni - e del proliferare di nuove attività di gioco si è attivata con il Sert per promuovere incontri di informazione sui rischi del gioco, uno di questi incontri si è svolto presso la Casa di Riposo “Masaccio” organizzato con la Conferenza dei Sindaci e il Sert. Inoltre, sempre a livello valdarnese, si sono attivati degli incontri informativi nelle scuole con l’associazione Libera”.

"Da 1 gennaio di quest’anno per i gestori è obbligatorio esporre un’informazione sui rischi del gioco di azzardo, la polizia municipale ha già disposto una serie di attività, prima di verifica e poi la sanzione, per i locali che non rispettano l’obbligo di esporre le informazioni sui rischi del gioco".




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