19.05.2015  07:29

Francesco e la sua vita a Londra: “Questo è il mio posto, ma non ho tagliato i ponti con il Valdarno”

di Glenda Venturini
Da agosto 2002 Francesco Pierazzi vive e lavora nella city. Nato a San Giovanni, cresciuto fra Castelnuovo dei Sabbioni e Firenze, spesso torna in Valdarno: “Londra è una città che mi ha dato tantissimo, non tornerei indietro se non per partire prima. Guardo all’Italia ormai con la rabbia di vedere un paese per lo più incapace di rimboccarsi le maniche. Ma il Valdarno resta nei miei pensieri, e per questo ho mantenuto rapporti e radici”


“La mia fu una scelta ponderata, non impulsiva: quando sono partito, nel 2002, in fondo sapevo che non sarei tornato indietro”. Francesco Pierazzi oggi lavora e vive a Londra, dopo aver lasciato la Toscana e il Valdarno tredici anni fa. La sua è la storia di un valdarnese all’estero partito già con la consapevolezza che non sarebbe stata una scelta provvisoria. Eppure, come successo ad altri valdarnesi all’estero, quando decise di partire aveva già una laurea e un buon lavoro.
 
“Lavoravo già in uno studio di architettura a Firenze, avevo un buon impiego proprio nel settore della mia formazione universitaria. L’economia ancora girava, anche in Italia, e quindi non avevo problemi. Mi mancava qualcosa, però: e mi resi conto presto che avrei dovuto cercare altrove”. I primi viaggi sono per curiosità, per la voglia di scoprire: e la meta è Londra. “Era il momento dei primi voli low cost, ne approfittai per qualche tappa a Londra. Rimasi subito impressionato da questa città, capace di offrire tantissimi stimoli, diversa e nuova ad ogni angolo”.
 
E così Francesco invia qualche curriculum a studi di architettura inglesi. “In poco tempo mi arrivarono ben tre offerte di lavoro. Partii per i colloqui, era il mese di giugno. Accettai un posto e programmai la mia partenza: fu in quei momenti che realizzai che Londra avrebbe potuto davvero essere il ‘mio’ posto”. Ad agosto del 2002 lascia il Valdarno, e ancora oggi vive a Londra, dove ha nel frattempo aperto un proprio studio di architettura.
 
“Io sono nato a San Giovanni, ma poi sono cresciuto a Castelnuovo dei Sabbioni e a Firenze, dove ho studiato. Questa è la mia terra di origine, e con il Valdarno ho mantenuto non solo rapporti familiari e di amicizia, ma anche di lavoro: collaboro con professionisti valdarnesi, fotografi, designer e così via, ogni volta che ne ho bisogno. Sto lavorando con il comune di Cavriglia ad un progetto per l’accoglienza turistica. Insomma, preferisco coltivare questi rapporti professionali proprio con il Valdarno, per restituire in qualche modo un po’ di quello che ho avuto, e trasmettere qualcosa di quello che Londra mi ha dato”.
 
Lontano dall’Italia da ormai 13 anni, come vede il suo Paese? “Con tanta rabbia, perché avverto poca voglia di rimboccarsi le maniche e ripartire. Non si può generalizzare, è vero che ci sono tante persone che si danno da fare, ma purtroppo in linea generale la società italiana è ferma. Efficacia e merito non sono premiati né valorizzati, e in questo purtroppo vedo davvero tanta differenza con Londra, specie nel mio settore. È frustrante per me vedere quanto l’Italia riesca sempre meno ad essere di stimolo a livello culturale, per tutta l’Europa. La corruzione e l’incapacità della classe politica dirigente purtroppo fanno da freno, e completano il quadro desolante”.
 
Dunque non tornerebbe indietro? “Nella mia scelta, no. Anzi, forse se potessi tornare indietro partirei ancora prima, per Londra. Questa città mi ha dato moltissimo, è in continua evoluzione, e ogni giorno le possibilità che offre mi confermano la bontà della scelta che ho compiuto allora. Per me è la città più bella del mondo. Detto questo, in Valdarno restano le mie radici: e non escludo che un giorno, alla fine della mia carriera lavorativa, possa diventare la mia meta, il mio luogo di vita”. 

Cronaca

 
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