17.05.2020  12:45

Fase 2, la Toscana si conformerà alle date del DPCM. Rossi: "Se si riapre tutto, perché non anche la scuola?"

di Matteo Mazzierli
Rossi ha affermato che l'ordinanza di Regione Toscana si conformerà alle date nel decreto legge e nel DPCM del governo, tuttavia il Presidente ha lanciato una domanda al Governo sulla questione della riapertura delle scuole


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Data della notizia:  17.05.2020  12:45

Mentre si attende il testo ufficiale dell'ordinanza per Regione Toscana, il presidente Enrico Rossi ha precisato che le date per la riapertura delle attività e i protocolli di sicurezza si conformeranno a quelle del governo.

Oltre alla sintesi, Rossi si è soffermato anche sulla questione scuole. Il Presidente ha posto al Governo la domanda: "se si riapre tutto perché non si riapre anche la scuola?"

"Questa mi pare la sintesi migliore - afferma Rossi - che si può leggere anche sul giornale on line ‘il post’, delle novità contenute nel decreto legge e nel dpcm del governo. (Il Decreto legge è pubblicato, mentre il DPCM non è ancora ufficiale). Come ho già detto, l’ordinanza per la regione Toscana, si conformerà a queste date per le riaperture delle varie attività, salvo miglioramenti e chiarimenti nei prossimi giorni. Anche i protocolli per la sicurezza che adotteremo, salvo raccomandazioni e consigli, sono quelli nazionali.
Mi permetto di fare però una domanda al governo: se si riapre tutto perché non si riapre anche la scuola?"

Il Presidente ha poi scritto le date previste per le riaperture dei prossimi giorni: "dal 18 maggio potranno riaprire i negozi, i servizi di cura alla persona, bar e ristoranti, gli stabilimenti balneari, gli uffici pubblici e i musei a condizione però che le regioni accertino che la curva epidemiologica sia sotto controllo; dal 25 maggio potranno riaprire – sempre previa autorizzazione delle regioni – le palestre, le piscine e i centri sportivi; dal 15 giugno potranno riaprire cinema e teatri, e cominceranno una serie di offerte ricreative per i bambini, ha detto Conte; dal 18 maggio ci si potrà muovere liberamente all’interno della propria regione, salvo disposizioni più restrittive per aree specifiche in cui sarà rilevato un maggiore rischio di contagio: «significa uscire di casa senza dover giustificare dove si vuole andare», compresi «al lago o in montagna»; da lunedì si potranno incontrare anche gli amici (e quindi chiunque si voglia), oltre ai famosi “congiunti”.

Si dovrà, invece, attendere fino a giugno per gli spostamenti interregionali: "fino al 2 giugno ci si potrà muovere da una regione all’altra solo per motivi di lavoro, salute o assoluta urgenza; dal 3 giugno potrebbe tornare possibile spostarsi liberamente tra regioni diverse: ma dovrà essere valutato e dipenderà dai nuovi dati sull’epidemia, che potrebbero richiedere provvedimenti specifici e più restrittivi per certe aree; dal 3 giugno sarà possibile muoversi da e per l’estero, ma potranno esserci disposizioni specifiche per gli ingressi e le partenze verso certe aree; continuano ovviamente a valere le misure restrittive internazionali e comunitarie, e quindi anche quelle che limitano gli ingressi in paesi esteri dall’Italia; sempre dal 3 giugno si potrà entrare in Italia dall’Unione Europea senza l’obbligo di 14 giorni di quarantena: serve a rilanciare il turismo, ha detto Conte"

Rossi ha poi concluso scrivendo i divieti ancora vigenti: "continua a valere l’obbligo di isolamento domiciliare o in albergo sanitario per le persone risultate positive al coronavirus o per i loro contatti stretti, se deciso dalle autorità sanitarie; continuano a essere vietati gli assembramenti in luoghi pubblici; gli eventi con la presenza di pubblico «si svolgono, ove ritenuto possibile sulla base dell’andamento dei dati epidemiologici»; i sindaci possono chiudere aree in cui non è possibile garantire il distanziamento fisico; possono riprendere le funzioni religiose, seguendo i regolamenti appositi approvati dal governo nei giorni scorsi."

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