19.11.2011  15:17

Ecco la squadra che farà rinascere l'Aquila

di Andrea Tani
Imprenditori, aziende, professionisti: tanti volti noti nell'elenco dei 24 soci fondatori. Il sindaco sarà il primo presidente.


La maglia del Cs Aquila Montevarchi: quella del futuro le somiglierà molto

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Data della notizia:  19.11.2011  15:17

Eccoli i 24 soci fondatori del Cs Aquila 1902: facce note e stimate, eredi di chi rese grande il Montevarchi nei suoi anni migliori, appassionati di lungo corso o figure mosse da senso di responsabilità per non disperdere un simile patrimonio. La lista dei futuri consiglieri è stata presentata questa mattina e mentre la città si prepara a fare a meno del pallone fino a giugno – la radiazione dell’Aquila è poco meno che sicura – tutto è pronto per partire con la rifondazione.

Una squadra di imprenditori, professionisti, aziende, molti legati al circuito di Montevarchi Impresa, tutti volti noti in città. Eccola, allora, la lista dei 24 in gran parte presenti all’incontro: Ferdinando Neri, Giustino Dotti, Settimio Aldinucci, Gherardo Iannelli, Mauro Torelli, Morfeo Papini, la Fratelli Sancin srl, Gerardo Saporito, Lisandro Losi, Donato Romano, il Maglificio Stefania srl, Benito Di Mella, Mario Nocentini, Andrea Romei e la Webkorner srl, Pietro Giuntini, Alessandro Tarchi, Grazia Farolfi (unica in “quota rosa”), Gianni Marziali, Roberto Vasarri, la Big Blu spa, Il Cinque srl, Antonio Rossi, Mauro Vannelli e Luciano Morbidelli. L’elenco non è chiuso: chiunque vorrà aggiungere il proprio nome mosso dall’entusiasmo sbocciato attorno alla nuova creatura sarà il benvenuto, fino a raggiungere quota 30.

Si riparte com’era ormai certo dal Club sportivo Aquila 1902, la storica ragione sociale donata alla città dal depositario Vittorio Firli, decano dei colori rossoblù, che il sindaco Francesco Maria Grasso ha voluto ringraziare con la medaglia della Città di Montevarchi, una delle massime onorificenze cittadine.

Sarà lo stesso sindaco il primo presidente del sodalizio, come lui stesso ha confermato. Un incarico giusto e dal forte valore simbolico, ma ad interim. Gli impianti, compreso il Brilli Peri, il marchio, le coppe e i trofei saranno assegnati in comodato d’uso.

“Montevarchinità”, centralità del settore giovanile (la sinergia d’intenti con l’Audax Montevarchi è stata ribadita una volta di più), unione d’intenti, umiltà e prudenza per non infangare ancora una storia così grandiosa: su questi principi poggia il nuovo corso del calcio rossoblù.
Il progetto c’è, è serio e si muove nella giusta direzione: si deve avere fiducia nel futuro. Quanto al presente, invece, ogni giorno le cose si mettono peggio.

Il sindaco ha battuto ogni strada, in continuo contatto con Federcalcio e curatore fallimentare, ma non c’è possibilità di trattare: i debiti maturati dalle passate gestioni nei soli confronti della Figc ammontano a circa 100mila euro. Un’enormità difficile anche da tradurre in un’eventuale penalizzazione (20 punti? Di più? Il campionato ne uscirebbe se possibile ancora più falsato). Senza contare che non si è stati in grado ancora di recuperare tutte le scritture contabili che la legge vorrebbe presentate al tribunale entro i tre giorni dal fallimento. La Figc ha capito che non c’è rimasto nessuno a garantire la continuità della squadra fino alla fine della stagione. Mai dire mai, ma davvero la radiazione sembra l’unica scelta, un’offesa forse peggiore del fallimento.

Bisogna tenere stretto quel che c’è di buono: una società che promette di essere sana, trasparente, responsabile e ambiziosa, qualsiasi sarà la categoria.

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