06.07.2012  12:17

Ecco la lista nera degli uffici postali destinati alla chiusura: in Valdarno rischiano Moncioni e Vallombrosa

di Glenda Venturini
Sono 1200 gli uffici postali che le Poste chiuderanno entro l'anno: in Toscana, secondo alcune indiscrezioni, sarebbero circa 120. L'Uncem ha provato a stilare una lista degli uffici a rischio, e sono quelli più piccoli, spesso ospitati in zone montane. In Valdarno, sono a forte rischio le poste di Vallombrosa (nel comune di Reggello) e Moncioni (a Montevarchi)


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Data della notizia:  06.07.2012  12:17

Sono i due uffici postali di Vallombrosa, nel comune di Reggello, e Moncioni, frazione del comune di Montevarchi, a rischiare di essere chiusi entro la fine dell'anno. A questi si aggiunge anche quello della Consuma, al limite del confine valdarnese, ma che comunque fa parte del comune di Pelago. 

La lista nera degli uffici postali a rischio è stata stilata da Uncem Toscana sulla base di alcuni criteri che si suppone Poste Italiane abbia seguito, ed è stata presentata stamattina in una conferenza stampa. "Poste Italiane chiuderà in tutta Italia 1200 uffici entro il 2012 -  ha spiegato Oreste Giurlani, presidente di Uncem Toscana - in Toscana, ad oggi, ci sono alcuni uffici che hanno orari ridotti da 1 a 3 giorni a settimana: sono 149, e noi riteniamo che sono quelli maggiormente a rischio". 

Secondo alcune indiscrezioni, Poste Italiane chiuderebbe almeno 120 uffici in Toscana, e le zone più colpite sono quelle montane. "Già oggi c'è un problema serio di consegna delle lettere in queste zone - ha spiegato ancora Giurlani - e abbiamo registrato disservizi ad esempio nel pagamento dell'Imu attraverso gli uffici postali, che ha costretto cittadini a pagare in ritardo. Se già questa è la situazione, figuratevi cosa vuol dire chiudere gli uffici postali nelle zone montane. Per noi è inaccettabile".
 
L'Uncem, Unione di comuni e comunità montane della Toscana, ha già incontrato Poste italiane per cercare di capire quali siano le intenzioni, e proporre alcune soluzioni alternative. "Abbiamo chiesto a Poste Italiane un incontro, e avevamo proposto alcune ipotesi: la prima, ad esempio, era quella di aggiungere servizi negli uffici postali, come ad esempio la riscossione tributaria, in modo che i comuni interessati potessero contribuire a rendere più utili questi uffici; la seconda, invece, era quella di fare franchising, con gli enti pubblici che avrebbero potuto aprire sportelli delegati da Poste Italiane e gestiti con propri dipendenti, ragazzi del servizio civile e così via. Entrambe le proposte ad oggi sono state rifiutate". 

"Un conto è una giusta razionalizzazione - ha commentato l'onorevole del Pd Ermete Realacci, presente alla conferenza stampa - altra cosa è tagliare drasticamente dei servizi come gli uffici postali indispensabili per i cittadini, specie di quelli che vivono nei centri minori. Proprio per denunciare tale situazione, particolarmente drammatica in Toscana, ho presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere l’intervento del Ministro dello Sviluppo Economico affinché sia garantita l'effettiva erogazione di un servizio pubblico di qualità nel rispetto del contratto di servizio postale universale".

Cronaca / Economia

 
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