15.02.2012  10:13

"Dopo venti anni di disagio ambientale come si può chiedere soldi per la nuova rete di metanizzazione?"

di Monica Campani
Il Movimento 5 stelle di Terranuova commenta così il progetto di metanizzazione nell'area della discarica ed organizza un incontro con i cittadini per giovedì 16 febbraio al circolo della Badiola


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Data della notizia:  15.02.2012  10:13

L'amministrazione comunale lancia ancora una volta un appello ai cittadini per la realizzazione della nuova rete di metanizzazione nell'area di Podere Rota. Il Movimento 5 stelle organizza, sull'argomento, un incontro giovedì 16 febbraio alle 21.00 al circolo della Badiola per discuterne con i residenti.

“Vogliamo spiegare nel dettaglio e mettere a conoscenza i cittadini dei progetti di indennizzo che li interesseranno in modo diretto - afferma Marco Bonaccini, portavoce del Movimento 5 Stelle di Terranuova - In una recente intervista il vicesindaco Faleppi, dichiarava che per indennizzare le famiglie limitrofe alla discarica di Podere Rota e per compensarne la scarsità di investimenti nel territorio contiguo all'impianto, sarebbero stati svolti dei lavori atti al miglioramento della vita quotidiana dei cittadini. Opere quali la realizzazione di un acquedotto e di un metanodotto. Tali investimenti saranno coperti con i 10 milioni di euro di opere di compensazione a carico della società che ha ampliato la discarica".

E fin qui, probabilmente niente di strano. Quello che, invece, ha sollevato la reazione del Movimento 5 stelle è il prezzo richiesto anche ai cittadini residenti nell'area della discarica per la metanizzazione.

"Abbiamo appreso, purtroppo e con incredulità dalle famiglie interessate, che anche a loro è stato chiesto, così come nelle frazioni di Malva, Persignano e Piantravigne, un contributo di 1.000 euro più Iva per poter accedere al servizio. Verranno inoltre chiesti altri 665 euro per le normali spese di allacciamento. Dopo 20 anni di disagio ambientale, con una discarica gestita in maniera pessima, senza offrire il minimo servizio e risarcimento alle famiglie colpite, che si sono viste depredare la salute, la libertà di movimento ed hanno subito la svalutazione degli immobili, come si può ancora chiedere soldi per un'opera di compensazione al disagio ambientale subito? Non sarebbe meglio rivedere il progetto della cassa di esondazione e la variante alla provinciale e impiegare quel denaro per realizzare in modo gratuito, allora sì che sarebbe un indennizzo, l’opera di metanizzazione, nonché un acquedotto che veramente compenserebbe, almeno in parte, il disagio dei cittadini?”.

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