12.06.2018  13:41

"Dopo di noi", entra nel vivo il progetto zonale del Valdarno per i ragazzi disabili

di Monica Campani
Al via la prima fase dedicata alle attività di sensibilizzazione e informazione. Cinque i partner coinvolti per la realizzazione delle azioni. Investimenti per 457mila euro


La villetta confiscata alla mafia che ospiterà parte del progetto

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Data della notizia:  12.06.2018  13:41

“Dopo di Noi” della Conferenza dei sindaci del Valdarno: a settembre i primi ragazzi disabili potranno iniziare a fare esperienze di vita indipendente all'interno del progetto coordinato dall’Azienda Usl Toscana Sud Est e per la Zona Valdarno dal Comune di Terranuova. È rivolto a persone con disabilità e in maniera particolare a quelle che non hanno genitori o parenti che si occupino di loro perchè non ci sono più oppure perchè non sono in grado di farlo. Cinque i partner coinvolti, 457mila l'investimento nell’ambito di un avviso bandito dalla Regione Toscana che ne finanzierà, a copertura dei servizi, 258 mila euro. Il 15 giugno, nella sala consiliare, è fissato il primo incontro per informare e coinvolgere le famiglie sulle azioni che saranno poste in essere.

“L’iniziativa – ha detto il Presidente della Conferenza dei Sindaci del Valdarno, Sergio Chienni – è il frutto di un lavoro di co-progettazione attraverso il quale si è cercato di creare una rete tra più soggetti impegnati sul tema, dando vita a una filiera territoriale con un percorso di progressivo avvicinamento e accrescimento all’autonomia della persona con disabilità”.

 

Cinque i partner coinvolti: l’associazione Arkadia Onlus, che curerà laboratori di acquisizione di competenze; la cooperativa sociale Koinè, che affiancherà le persone coinvolte nell’acquisizione di autonomia per un percorso di vita indipendente all’interno di Casa Amica a San Giustino Valdarno; il consorzio Eco che organizzerà attività abilitative, anche diurne, propedeutiche alle fasi residenziali di conoscenza e condivisione finalizzate alla nascita del “gruppo casa” ed esperienze residenziali fuori dal nucleo familiare di origine; l’Istituto di Agazzi, che nel percorso denominato “Vivo alle Ville” darà sostegno, nella villetta di Terranuova confiscata alla mafia, alla vita dei soggetti inseriti e la Fondazione “Riconoscersi” Onlus di Arezzo, che offrirà alle famiglie delle persone con disabilità un orientamento costante anche grazie all’istituzione di uno sportello di ascolto.

 

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