04.01.2017  17:30

Distretto Rurale, da Pergine la proposta di corsi di formazione sull'agricoltura naturale

di Federica Crini
Il documento integrativo con l'osservazione sull'agricoltura naturale è stato presentato dal consigliere comunale di Pergine Fabio Renzoni, con delega alle politiche agricole, al Distretto Rurale, il progetto che coinvolge alcuni comuni del Valdarno


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Data della notizia:  04.01.2017  17:30

Fabio Renzoni, consigliere comunale a Pergine con delega alle politiche agricole, ha presentato un documento integrativo presso il Distretto Rurale, il progetto che coinvolge i comuni di Bucine, Castelfranco Piandiscò, Cavriglia, Laterina, Montevarchi, Pergine, Terranuova, San Giovanni e Figline Incisa, Slow Food colli superiori del Valdarno e la Camera di Commercio di Arezzo.

"A seguito dell’analisi locale e globale appena presentata, e, preso atto che essa poco si discosta dall’indirizzo emerso dagli incontri pregressi sul tema, abbiamo individuato nell’agricoltura naturale una possibile soluzione", si legge nella premessa del documento presentato dal consigliere Renzoni.

"L’agricoltura naturale ha innumerevoli vantaggi: rispetta l’ambiente, riesce a produrre alimenti più che biologici e di un sapore migliore, rispetta i cicli della natura. Pur essendo teorizzata negli anni 40 ancora oggi stenta a diffondersi. La causa della sua mancata diffusione è secondo noi dovuta alla scarsa preparazione degli operatori agricoli. Questo tipo di agricoltura è definita anche agricoltura del non fare proprio perché si lascia alla natura l’azione prevalente".

Secondo Renzoni, poi, è necessario che l’agricoltore conosca la natura per avere ottimi risultati. "Da qui l’esigenza di investire su corsi di formazione, tramite le direttive del Distretto Rurale, per chi fa agricoltura prima e progetti di agricoltura naturale all’interno delle scuole dopo. Progetti che possano formare fin da piccoli agricoltori consapevoli e capaci di rispettare l’ambiente stesso che sarà mezzo di sussistenza degli abitanti del Valdarno".

"Questo percorso educativo darebbe prestigio al nostro territorio e garantirebbe prodotti agricoli a km 0 di ottima qualità e soprattutto non inquinati. Da non sottovalutare che potrebbe essere anche un centro sperimentale per tecniche sempre più produttive ed integrate", conclude Renzoni.

 

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