30.08.2018  10:10

Discarica, 'Terranuova in comune' ribadisce: "Chiusura al 2021, chiarezza sulla successiva gestione dei rifiuti"

di Glenda Venturini
Il gruppo di opposizione di Terranuova interviene sul dibattito in corso sul futuro di Podere Rota e chiede che le istituzioni, in sinergia, dicano chiaramente quali sono le strategie da mettere in campo per il post-discarica


Anche il gruppo di opposizione "Terranuova in Comune" interviene nel dibattito che si è acceso, in questi giorni, sul futuro della discarica di Podere Rota e sulla sua chiusura. "Lo avevamo detto lo scorso anno, in occasione della manifestazione, lo ribadiamo adesso, senza se e senza ma. In quella occasione parlammo della urgente necessità che i Sindaci della vallata si fossero alzati dagli scranni del proprio Comune per andare insieme in Regione a discutere del piano regionale: ma il Sindaco Sergio Chienni è andato assieme ai suoi colleghi a discutere davanti al Governatore Rossi di questo? A quanto pare no!".

"Adesso - fa notare il consigliere Paolo Castellucci - scendono in campo pure i vertici del PD locale (eccetto Terranuova) per dire che la discarica di Podere Rota deve chiudere nel 2021. Non sarà mica perché fra poco meno di un anno si torna a votare in molti Comuni della zona? Pare ormai superfluo elencare ancora una volta i motivi che impongono la chiusura di questo ecomostro nostrano, dimostrazione di un metodo di smaltimento rifiuti antidiluviano. È ora, piuttosto, che tutti gli enti preposti, dal governo alla regione, agli enti locali, dicano chiaro al cittadino come intendono gestire il ciclo dei rifiuti senza la discarica, e come intendono procedere alle necessarie bonifiche".

"Andare in corteo con la fascia tricolore inneggiando al "delenda discarica" assicura applausi e garantisce le prime pagine - chiude la nota di Terranuova in Comune - ma non sposta il problema di una virgola, specie se la discarica rappresenta, come in effetti è, una sorta di generoso bancomat. E i benefici finanziari non si fermano a Terranuova ma passano anche l’Arno. Si affronti da subito il tema nei consigli comunali per comprendere quali siano le posizioni e le proposte alternative, si cerchi una sinergia istituzionale che renda credibile interlocutore il Valdarno in regione ed oltre". 

 

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