13.05.2012 h 15:03 di  Monica Campani

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Difesa della vita e della famiglia al centro dell'omelia di Papa Benedetto XVI. Tantissimi i fedeli provenienti dal Valdarno

Calorosa e sentita l'accoglienza dei fedeli all'arrivo di Papa Benedetto XVI ad Arezzo. Al Prato 35.000 persone hanno atteso la visita ed ascoltato la Santa Messa officiata dal Pontefice
Un vero e proprio boato si è alzato quando Papa Benedetto XVI, prima di lasciare il Prato di Arezzo ha rivolto un saluto anche al Valdarno, insieme alle altre vallate aretine. Segno che i fedeli provenienti dal territorio erano davvero tanti.

È stato un evento straordinario quello che ha visto la presenza del Pontefice ad Arezzo arrivato in elicottero dal Vaticano allo stadio comunale alle 8.57. I primi ad accoglierlo sono stati il premier Mario Monti ed il sindaco Giuseppe Fanfani. Poi tutte le autorità locali al suo arrivo con la Papamobile insieme all'arcivescovo Riccardo Fontana: il cardinale di Firenze Giuseppe Betori, l'arcivescovo Fontana, il nunzio Adriano Bernardini, il presidente della Provincia Roberto Vasai, l'ambasciatore presso la Santa Sede, Francesco Maria Greco, il presidente della Regione Enrico Rossi e il prefetto Saverio Ordine. Presenti, in rappresentanza dei loro coetanei, i paggetti, uno per ognuno dei quattro quartieri del Saracino.

Un grande e sentito applauso ha accolto l'arrivo del Papa in terra aretina. Tutte le campane delle chiese cittadine hanno suonato a festa. Oltre trentacinquemila fedeli che si sono riversati nella parte più alta della città. Cappellini colorati, bandiere, fazzoletti, striscioni di benvenuto.

Il primo a prendere la parola, alla presenza del Papa sull'altare, è stato il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani con parole di benvenuto al Santo Padre "È un grande onore dare il benvenuto ad Arezzo in questo antico e stupendo giardino. A me, spetta l'onore di ringraziarla e di esprimerle la gioia che la sua visita provoca in tutti noi. E la certezza che la nostra comunità saprà trarre dalle sue parole, stimolo e alimento per la propria crescita". Fanfani ha donato al Santo Padre il dono della città, un monile in oro realizzato dalla Unoaerre:

"È il simbolo della storia antica e contemporanea di Arezzo e della speranza per il suo futuro. Un dono realizzato dalla Unoaerre che ha fatto la storia industriale della nostra città e che adesso, dopo un lungo periodo di crisi, si prepara a scrivere una pagina nuova e positiva grazie alla capacità degli imprenditori e all'impegno di tanti lavoratori". 

"Pietro è venuto a trovare Donato" ha affermato l'arcivescovo Fontana che ha continuato "La Parola del Papa e la sua Benedizione, vogliamo chiedere che tocchino il cuore di Cristo, perché i nostri giovani facciano ancora famiglie sante, riprenda la vita consacrata tra le ragazze e i ragazzi delle nostre chiese, perchè possiamo trovare ancora chi predichi il Vangelo e formi le coscienze di un laicato sempre più maturo e responsabile, come in questa terra aretina, lo fu nel passato".

È seguita la Santa Messa officiata dal Pontefice. Al centro dell'omelia di Papa Benedetto XVI la difesa della vita e della famiglia. "Per testimoniare l'amore di Dio bisogna difendere la vita in tutte le sue fasi e la famiglia attraverso leggi giuste. Testimoniare l'amore di Dio nell'attenzione agli ultimi - ha scandito Ratzinger - si coniuga anche con la difesa della vita, dal suo primo sorgere al suo termine naturale''. "Nella vostra Regione - ha aggiunto - l'assicurare a tutti dignità, salute e diritti fondamentali viene giustamente sentito come un bene irrinunciabile''. ''La difesa della famiglia - ha detto ancora il Papa - attraverso leggi giuste e capaci di tutelare anche i più deboli, costituisca sempre un punto importante per mantenere un tessuto sociale solido e offrire prospettive di speranza per il futuro. Come nel Medioevo gli statuti delle vostre città furono strumento per assicurare a molti i diritti inalienabili, così anche oggi continui l'impegno per promuovere una città dal volto sempre più umano''.

Il Papa, poi, ha invitato i cristiani ad essere presenti nella vita pubblica.''Conosco l'impegno della vostra Chiesa - ha detto Ratzinger - nel promuovere la vita cristiana. Siate fermento nella società, siate cristiani presenti, intraprendenti e coerenti''. ''La città di Arezzo - ha aggiunto - riassume, nella sua storia plurimillenaria, espressioni significative di culture e di valori. Tra i tesori della vostra tradizione, c'è la fierezza di un'identità cristiana, testimoniata da tanti segni e da devozioni radicate, come quella per la Madonna del Conforto''.
 

Data della notizia:  13.05.2012 h 13:10      Ultimo aggiornamento:  13.05.2012 h 15:03

 

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    Alcune curiosità
    30 metri di lunghezza e 10 di larghezza: sono le misure del palco dove si è svolta la celebrazione eucaristica presieduta da Benedetto XVI al Prato. Realizzato con strutture metalliche reticolari e con il piano in tavolato di legno rivestito con moquette, il piano del palco è posto ad un'altezza di circa un metro e mezzo dal suolo. La grande copertura ha la forma di un osso di seppia, è larga 14 metri e lunga 33 ed è sostenuta da 16 pilastri circolari e collocata a circa 4 metri di altezza. L'allestimento è completato da un fondale a forma concava. Il seguito papale presente ad Arezzo è composto da sei persone: Monsignor Giovanni Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, Monsignor James Michael Harvey, prefetto della Casa Pontificia, Monsignor Paolo De Nicolò, reggente della Casa Pontificia, Monsignor Adriano Bernardini, nunzio apostolico in Italia, Monsignor Georg Ganswein, segretario del Santo Padre e Padre Ciro Benedettini, vice direttore della sala stampa vaticana.

 
 
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