28.06.2017  23:49

Simona Neri dal tavolo di Anci Toscana a Bruxelles per parlare di gioco d'azzardo: "Definire una linea politica comune"

di Federica Crini
Martedì scorso la prima cittadina di Pergine era ospite di un incontro organizzato dal Vice Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. "Ho portato il contributo dell'esperienza toscana. Bene sapere che da Bruxelles arriva un forte impulso a raccogliere le esperienze delle regioni europee e definire una linea politica comune"


Martedì scorso Simona Neri era a Bruxelles per parlare di gioco d’azzardo e delle iniziative intraprese a livello toscano per contrastarlo. Il confronto era stato organizzato dal Vice Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, che ha sottolineato quanto sia necessario il lavoro duro: “Si parte in salita visto che a causa della crisi il fenomeno si è sviluppato a macchia d’olio, milioni di cittadini nel nostro Paese e decine di milioni di persone in Europa sono soggetti a rischio anche per i comportamenti di qualche autorità nazionale che non proteggono le persone”.

La prima cittadina di Pergine era stata invitata in quanto responsabile del tavolo per le ludopatie di Anci Toscana: “Un grande piacere per me portare il contributo dell'esperienza toscana sul contrasto al gioco d'azzardo ed apprendere che anche da Bruxelles arriva un forte impulso a raccogliere le esperienze delle regioni europee e definire una linea politica comune”. Parola d'ordine dell’incontro era tracciabilità. “Ma anche cooperazione internazionale, valorizzazione delle best pratice e prevenzione, soprattutto sulle fasce di popolazione più giovane”.

“Con 1.400 euro di spesa procapite annua, l’Italia è il primo mercato del gioco d’azzardo in Europa e il terzo mercato nel mondo. Un giro d”affari di 96 miliardi, cui si aggiungono quelli ricavati illegalmente delle mafie. Più del 5 per cento del Pil, praticamente la terza impresa del Paese, fiorente e in crescita, che non risente della crisi ma che, anzi, su di essa prospera. Degli 8.057 comuni italiani, ne sono rimasti poche centinaia senza slot e stiamo parlando di comuni con una media inferiore ai 500 abitanti. Si stimano più di 800 mila giocatori patologici tra cui il il 5% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni”.

 


“L’esperienza del tavolo ludopatie di Anci Toscana nasce dalla necessità di tutelare le fasce più deboli della cittadinanza da un disagio che diventa sempre più percettibile e trasversale e di fare la nostra parte, come Enti Locali, inserendosi nella grande rete territoriale che coinvolge l’Azienda Sanitaria, Le Forze dell’Ordine, le Categorie Economiche ed un mondo dell’associazionismo attento e sensibile”. Anci ha lavorato distribuendo una bozza di Regolamento Comunale sul Gioco Lecito e ha proposto la modifica della L.R. 57/2013 introducendo l’obbligo di formazione obbligatoria per gli esercenti, già prevista da alcuni ordinamenti regionali italiani, si ritiene infatti che il personale operante nel settore debba trovasi preparato nel riconoscere l’insorgere la patologia,gli strumenti socio-sanitari da attivare, e nel trattare situazioni di particolare pericolosità dovute anche ad altre forme di tossico-dipendenza che il giocatore può manifestare".

La Legge di Stabilità ha demandato alla Conferenza Stato-Regioni-Enti Locali il riordino del settore del gioco e sono previste delle drastiche riduzioni di slot machines dagli esercizi generalisti secondari, bar e tabacchi. Anci Toscana chiede alla Conferenza Unificata di stringere sull’accordo ma salvaguardando l’autonomia locale dei Comuni, sia sulle distanze e sul numero di luoghi sensibili, sia sulla possibilità di regolamentare gli orari di apertura dei punti gioco.

“Ci sono ancora molti temi da trattare” – aggiunge Neri –“Il problema è fondamentalmente culturale e serve soprattutto una task force tra tutti i soggetti in campo per sensibilizzare fin dalla giovane età al gioco sano e sociale, attuare sui vari livelli politiche di contrasto al disagio giovanile per infondere più fiducia sulle proprie capacità ed affermare con forza che sono le proprie competenze, e non la fortuna, che determinano il futuro destino economico”.

“L’appello che sento di rivolgere al Vice Presidente Sassoli è quello di stimolare un dibattito che consenta di raccogliere le esperienze delle Regioni Europee su questo tema, con l’obiettivo di condividere una seria politica di contrasto alla dipendenza da gioco e soprattutto di gestione del capitolo relativo al gioco online che rappresenta senza dubbio la nuova frontiera del gioco d’azzardo.
Ribadisco inoltre l’importanza che l’Europa sancisca un principio fondamentale e cioè che la legislazione comunitaria, nazionale o regionale non costituisca lesione della libera iniziativa imprenditoriale in materia di gioco allorché essa ne limiti la piena fruizione nello spazio e nel tempo, per tutelare la salute della popolazione o in generale le fasce più deboli di essa. Sottolineo il termine limitare e non vietare un'iniziativa economica in funzione di un interesse pubblico più alto e più generale”.

 

Economia / Sociale

 
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