09.01.2013  13:50

Da marzo "Ecco fatto" sostituirà gli uffici postali chiusi. Al lavoro i ragazzi del servizio civile

di Glenda Venturini
Accordo fatto fra Uncem, Regione Toscana e comuni di Bucine, Cavriglia, Montevarchi, Reggello e Rignano. Le frazioni che hanno perso l'ufficio postale avranno un nuovo presidio: si chiama "Ecco fatto" e offrirà una parte dei servizi postali insieme ad alcuni servizi comunali. Tre mesi di lavoro, poi l'attivazione. Ma i sindaci ribadiscono: "Tagli vergognosi, quello di Poste Italiane non è più un servizio pubblico". E chiedono l'intervento del Prefetto di Arezzo per i problemi sul territorio


Da sinistra, Leonardo degli'Innocenti (Cavriglia), Sauro Testi (Bucine), Enzo Brogi (consigliere regionale) Francesco Grasso (Montevarchi) e Oreste Giurlani (presidente Uncem Toscana)

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Data della notizia:  09.01.2013  13:50

Apriranno nel mese di marzo i nuovi uffici "Ecco fatto", servizio sostitutivo degli uffici postali chiusi da Poste Italiane in 74 località toscane. In Valdarno la chiusura ha riguardato le poste di Moncioni (Montevarchi), Montegonzi (Cavriglia), Pietraviva (Bucine), Vallombrosa (Reggello) e San Donato in Collina (Rignano). 

Il nuovo servizio è stato reso possibile dalla collaborazione fra Uncem Toscana, che già stava sperimentando in dieci località montane questo tipo di ufficio; Regione Toscana, che metterà a disposizione le risorse necessarie; e i comuni interessati, che invece forniranno le sedi per il servizio. "Cerchiamo di dare una risposta forte ai tagli - ha commentato il consigliere regionale Enzo Brogi - utilizzando risorse giovani, che possono così trovare un primo ingresso nel mondo del lavoro". 

In pratica, in questi uffici i cittadini potranno trovare sia alcuni servizi postali, sia altri servizi, di tipo comunale. Qualche esempio? Sarà possibile inviare pacchi, raccomandate, pagare i bollettini. Non c'è ancora una soluzione, invece, per il problema della riscossione della pensione: Uncem sta lavorando, anche insieme ad alcune banche, per verificare se ci possano essere soluzioni alternative. Se ne riparlerà, comunque, più avanti. 

E poi, i servizi comunali e di altre amministrazioni: tra le ipotesi, punti di accesso ad internet (Paas) per consultazione, ad esempio, della propria posizione contributiva; attivazione della carta sanitaria; acquisto di biglietti per autobus o treni; prenotazioni Cup e attività di vario genere dell'Urp, l'Ufficio relazioni con il pubblico dei comuni. Un punto di riferimento, dunque, per vari tipi di servizi. 

"Uncem ha lavorato per attivare questi servizi che possano sopperire ai tagli delle Poste - ha spiegato Oreste Giurlani, presidente di Uncem Toscana - si tratta comunque di una parziale soluzione per ripristinare un servizio che è fondamentale per i cittadini di queste zone. Per quanto riguarda la lista dei servizi che offrirà 'Ecco fatto', l'elenco è potenzialmente molto lungo: sceglieremo quelli necessari zona per zona, con incontri pubblici insieme all'amministrazione comunale e ai residenti delle frazioni". 

Gli uffici "Ecco fatto" avranno sede in luoghi messi a disposizione dai comuni: a Montegonzi e Moncioni, negli stessi uffici che ospitavano le poste (spazi già di proprietà comunale); a Pietraviva, sono due le ipotesi sul tavolo (o al posto delle Poste, prendendo in affitto i locali; oppure all'interno della ex scuola); a Vallombrosa nella sede dell'ufficio informazioni turistiche e a San Donato in Collina, nella sede della Misericordia. 

La Regione comparteciperà mettendo a disposizione i ragazzi del servizio civile: ne serviranno due per ogni ufficio (più due riserve pronte ad entrare al lavoro in caso di necessità), che saranno scelti con un apposito bando pubblicato presumibilmente a febbraio. Si cercherà di privilegiare ragazzi residenti nella zona. Percepiranno uno stipendio mensile di circa 400 euro. 

Mentre si lavora dunque ad attivare in fretta questo servizio, la polemica sui tagli decisi da Poste Italiane non si placa. "È l'ora di finirla con questi tagli imposti dall'alto senza alcuna concertazione, e senza pensare al servizio pubblico - ha detto Sauro Testi, sindaco di Bucine - se Poste Italiane non è più interessata a fornire un servizio pubblico, noi siamo pronti a cercare risposte da altri. E a togliere conti correnti del comune e convenzioni". 

Una forma di protesta a cui hanno dato la disponibilità anche i comuni di Montevarchi e Cavriglia. "I cittadini sono stati presi in giro - hanno detto i sindaci - due anni fa Poste Italiane li convinse ad aprire conti correnti postali per salvare questi piccoli uffici. Oggi, dopo che tutti hanno spostato il conto, arrivano le chiusure. È inaccettabile". 

E questi tagli si sommano ai disservizi quotidiani di Poste Italiane: "Consegne lente, spesso in ritardo di giorni, e lunghe code agli uffici postali - aggiungono i sindaci - sono problemi che stanno aumentando progressivamente. Per questo abbiamo chiesto un incontro al Prefetto, a cui sottoporremo la questione". E il sindaco di Montevarchi aggiunge: "Su questo tema, come su altri, ad esempio il trasporto pubblico locale, l'unico modo per far sentire la voce del Valdarno è farlo insieme. Se non ci uniamo concretamente, rischiamo di perdere molti altri servizi". 

Cronaca / Politica

 
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