08.11.2011  16:06

Cronaca di un anno di crisi (parte seconda)

di Andrea Tani
L'avvento della Perez, i debiti, le istanze di fallimento. Seconda parte del riassunto delle vicende che hanno portato l'Aquila sull'orlo del baratro.


Lo striscione affisso dai tifosi in protesta di fronte all'allora sede del Montevarchi

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Data della notizia:  08.11.2011  16:06

I tifosi,  esausti, non ne vogliono sapere più e coniano l’ormai famoso slogan “assenza maggiore presenza”: il Brilli Peri è deserto. Non basta: i primi di marzo l’Aquila viene sfrattata dalla propria sede di viale Matteotti dopo ripetuti mancati pagamenti dell’affitto.
 
Resta aperta la questione del campo di allenamento (dal sussidiario di Figline, alla Traiana, a Dudda in Chianti), nel frattempo l’Aquila cade in picchiata dalla vetta ai bassifondi della classifica. In panchina viene richiamato Tommaso Volpi. La sera del 4 aprile Enrico Rossi cede il 92% delle quote societarie, uscendo di scena lamentandosi per lo scarso sostegno ricevuto dalla città.

La nuova proprietà è della Solo Football, agenzia di intermediazione sportiva che fa capo ad Angela Perez, 27enne di origine spagnola, lontana parente del presidente del Real Madrid Florentino Perez e compagna di mister Volpi. Una venatura di gossip – lei presidente, lui allenatore – che si guadagna una certa eco mediatica ma che non basta a risolvere la crisi rossoblù. Ripoli è direttore generale. A Montevarchi siamo in piena campagna elettorale e il tema dell’Aquila entra nell’agenda politica dei candidati sindaci. I tifosi contestano sonoramente la nuova dirigenza che si presenta in un incontro pubblico.

Negli stessi giorni la struttura alberghiera che aveva ospitato alcuni dei giocatori aquilotti presenta un’istanza di fallimento alla cancelleria fallimentare del Tribunale di Arezzo. Il motivo? Sempre lo stesso, insolvenze nei pagamenti. Presto si accodano altri creditori, tra i quali il Comune che chiede la restituzione dei 59mila euro non versati per l’utilizzo dello stadio e degli altri impianti sportivi.

Tutto precipita, l’Aquila perde i playout contro l’Orvietana e retrocede in Eccellenza, la categoria più bassa mai toccata nella sua storia. Inizia un’estate calda, caldissima per il Montevarchi. Il nuovo sindaco Francesco Maria Grasso dichiara pubblicamente che la città non ha più fiducia nella dirigenza e chiede che questa consegni le chiavi societarie. Ma Perez e compagnia non mollano. L’iscrizione all’Eccellenza arriva al fotofinish grazie, sostiene la presidentessa, al contributo di un anonimo legato al Comitato Orgoglio rossoblù, che smentisce categoricamente con un comunicato durissimo nei confronti della proprietà. Alla fine di luglio il noto episodio dei “provini”: la società invita pubblicamente gli interessati a vestire la maglia rossoblù a farsi vivi inviando il proprio curriculum sportivo.

Il resto è storia recente: Simone Baldo in panchina, il ritiro di Badia Tedalda, l’eterna querelle per il campo del Pestello Verde e per il Brilli Peri, le sconfitte una dietro l’altra, l’arrivo di Totò Arcadio in panchina, l’ascesa dell’imprenditore romano Mario Zarlenga fino al triste epilogo delle istanze di fallimento rimesse alla decisione della Camera di consiglio che presto potrebbe decretare la morte giuridica dell’Aquila. Su Valdarnopost abbiamo cercato di darne cronaca nel modo più completo possibile e le notizie degli ultimi mesi sono ora raccolte in questo dossier.

Torna alla prima parte.

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