25.03.2020  15:48

Covid-19, dubbi e critiche per i contagi in RSA. Intanto l'AUSL Toscana Sud Est istituisce l'unità di crisi

di Matteo Mazzierli
La vicenda di Bucine e di molte altre residenze sanitarie assistenziali ha sollevato numerose polemiche per come è stata gestita l'emergenza coronavirus. Mugnai (FI): "Contagi 118, sanitari e RSA. Senza tamponi né protezioni, nell'aretino fatto un pasticcio."


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Data della notizia:  25.03.2020  15:48

Nel pieno dell'emergenza coronavirus le strutture che ospitano anziani e degenti rischiano di pagare un prezzo altissimo: negli ultimi giorni il caso conclamato della RSA Fabbri Bicoli di Bucine ha catturato l'attenzione e sollevato molta preoccupazione per i suoi trenta contagiati, 22 pazienti e 8 operatori.

Una situazione gravissima, con il primo deceduto annunciato quest'oggi, che rischia di essere solo l'inizio di una crescita esponenziale di contagiati e decessi per la struttura. All'interno si troverebbero molti anziani a rischio non solo di Bucine, ma da tutto il Valdarno, tra cui: quattro nonne di Laterina Pergine di 76, 83, 86 e 88 anni, tre anziani di Cavriglia e così via.

Il caso RSA di Bucine è finito persino in Regione, con i deputati D'Ettore, Mugnai e Marchetti di Forza Italia che hanno sollecitato la giunta. "La Regione ha adottato ogni misura di tutela di ospiti e operatori della Rsa Fabbri Bicoli di Bucine? Ha attivato ogni procedura necessaria a reperire ed inviare con urgenza personale sanitario e personale di supporto per i servizi attinenti alle attività nella casa di riposo?". Questi i quesiti posti in Regione.

"Insieme ai deputati D'Ettore e Mugnai abbiamo inteso sollecitare la Regione a collaborare per una rapida risoluzione dei problemi - spiega Marchetti - tanto che ci stiamo muovendo con tutte le autorità locali, anche sanitarie, per individuare il prima possibile una via d'uscita. Gli ospiti delle RSA sono spesso non autosufficienti, gravemente malati e deboli, soggetti con maggior probabilità ad essere contagiati anche da pazienti asintomatici, per questo si è ritenuto opportuno interrogare la Regione per conoscere se abbia messo in essere azioni di contenimento per il contagio in quella struttura."

"Dopo il caso dei sanitari contagiati all'ospedale della Gruccia, poi la bomba covid nella Rsa di Bucine, ora tocca al 118. E in Valdarno ormai c'è un focolaio - afferma Mugnai - Insomma, nell'Aretino senza tamponi né protezioni adeguati è stato fatto un pasticcio. Di certo la carenza di dispositivi di protezione individuale adeguati ed efficaci è generalizzata, ma qui qualche sottovalutazione c'è stata, stando ai risultati sulla diffusione del contagio che vede Arezzo tra le province col più alto numero di positivi, in particolare in Valdarno ma non solo."

"A fronte di ciò continuiamo ad assistere alla distribuzione di mascherine che i sanitari valutano come di dubbia efficacia, a fronte dell'aggressività del virus con cui siamo alle prese - conclude Mugnai - E poi: le visiere? i calzari? I camici monouso? Se non proteggiamo chi cura, usciamo sconfitti. Per anni PD e sinistre di governo regionale hanno tagliato sui servizi sanitari essenziali, additando come speculative le nostre battaglie tese a togliere di mano le forbici a Rossi&Co. Oggi quei tagli li scontiamo a suon di contagi che mettono a rischio collasso il sistema sanitario regionale e a repentaglio l'incolumità di chi presta stoicamente il servizio di assistenza e cura pur in questo contesto."

Forti preoccupazioni per le RSA anche da FP Cgil Arezzo che scrive: "Alla luce di quanto accaduto sia nella Rsa di Bucine che di Badia Tedalda siamo fortemente preoccupati di come potranno essere gestiti e garantiti questi servizi se non verranno distribuiti i dispositivi di sicurezza individuale adeguati a tutti gli operatori. Le lavoratrici e i lavoratori delle Rsa, Rsd e dei servizi domiciliari stanno continuando con grandi difficoltà a garantire i servizi e a prestare la loro professionalità. Tali servizi sono essenziali sia per gli utenti che per le loro famiglie ancora di più in questo periodo di emergenza."

“I protocolli utilizzati fino ad oggi stanno dimostrando nell'evidenza dei fatti, tutta la loro inadeguatezza - prosegue la FP Cgil di Arezzo - con la drammatica conseguenza che potrebbe essere a rischio la continuità dei servizi, come già da noi denunciato nelle nostre sollecitazioni alle parti coinvolte in qualità di stazioni appaltanti o soggetti gestori. Ricordiamo che queste strutture seppur gestite da privati garantiscono un essenziale supporto al servizio pubblico e di questo ne costituiscono parte integrante.

"Pertanto lanciamo un appello pubblico agli organismi di controllo - conclude FP Cgil Arezzo - come il servizio di prevenzione per gli ambienti di lavoro della Asl, ai Comuni, alle Unioni dei comuni, alla Regione, che devono vigilare e garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e degli ospiti, a mettere in campo tutte le misure necessarie al contenimento del rischio contagio da Covid-19.”

Nel frattempo AUSL Toscana Sud Est ha comunicato di aver istituito e attivato l'unità di crisi per la gestione emergenze Covid nelle RSA. La coordinatrice è Lia Simonetti che in una diretta di oggi ha affermato: "L'unità di crisi aziendale rafforza ulteriormente le misure che l'AUSL Toscana Sud Est ha messo in campo per tutelare la salute di categorie fragili e degli operatori che lavorano all'interno delle RSA."

"Le RSA infatti ospitano pazienti fragili, anziani non autosufficienti affetti da patologie gravi - dice Simonetti - Per questo, nel quadro complessivo di tutela della salute delle persone ricoverate, l'AUSL Toscana Sud Est ha voluto porre in essere ogni accorgimento utile per evitare la diffusione del contagio del coronavirus."

"La delibera, inoltre, istituisce la task force dell'AUSL Sud Est - prosegue Simonetti - Questa si occuperà di stilare le linee guide aziendali per la gestione dell'emergenza Covid in RSA e sarà di supporto alle strutture e ai sindaci dei Comuni dove queste sono collocate. Per ogni caso verrà apportata una specifica misura: situazione per situazione, zona per zona, ci saranno soluzioni diversificate che comunicheremo ai sindaci. La task force adotterà tutte le misure necessarie per assicurare la sicurezza dal contagio per degenti e pazienti. Stiamo anche valutando la possibilità di costruire strutture a DOC, in ogni caso vi terremo costantemente aggiornati nell'evolversi dell'emergenza."

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