02.10.2012  16:54

"Contrari a qualsiasi trasporto se non autorizzato prima dalla commissione ambiente della Comunità Europea"

di Monica Campani
Nel dibattito in corso sul trasporto a Cavriglia dei materiali di scarto provenienti dagli scavi per la Tav interviene anche il gruppo consiliare Homo Novus. "Homo Novus ha sempre cercato di mantenere alta l’attenzione su questo problema, anche quando praticamente nessuno, in consiglio comunale, provinciale e regionale, se ne occupava"


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Data della notizia:  02.10.2012  16:54

Il 6 ottobre, data dell'entrata in vigore del decreto del ministero Clini, si avvicina e le prese di posizione, in merito al trasporto nell'area ex mineraria di Cavriglia delle terre provenienti dagli scavi della Tav di Firenze, si intensificano.

Nel dibattito si inserisce anche il gruppo consiliare di Cavriglia Homo Novus anche se non è la prima volta che pone interrogativi e interesse sulla questione.

"Homo Novus ha sempre cercato di mantenere alta l’attenzione su questo problema, anche quando praticamente nessuno, in consiglio comunale, provinciale e regionale, se ne occupava. Nella fattispecie sono state presentate in consiglio comunale due interrogazioni scritte per le quali sono state fornite risposte inadeguate in tempi che non possono che essere definiti pleistocenici e vergognosi. All’interrogazione presentata nel luglio 2011 è stata fornita risposta dopo quattro mesi. All’interrogazione presentata nel luglio 2012 è stata data risposta dopo un mese e mezzo. Una terza e ultima interrogazione sulla questione delle terre Tav è stata presentata durante il consiglio comunale del 27 settembre 2012".

Homo Novus si dice contrario al trasferimento delle terre da scavo nell'area ex mineraria di Cavriglia perchè prima di tutto ritiene paradossale realizzare una collina schermo di un parco con vocazione ambientale con terre derivanti da scavi effettuati in profondità e che per questo non possono essere 'pulite'. Il gruppo Homo Novus, poi, ricorda la delibera regionale dell'aprile scorso che, accogliendo il parere del nucleo valutazione impatto ambientale, ha definito quelle terre un rifiuto ed il decreto del ministro Clini del mese di agosto che, invece, trasforma le terre da scavo da rifiuto a sottoprodotto, e sul quale la commissione ambiente della Comunità Europea non si è pronunciata.

"Chi sostiene che non essendosi espressa la Comunità Europea nei confronti del suddetto decreto, si può interpretare tale silenzio come un silenzio - assenso, quindi favorevole alla nuova classificazione,  mente e sa di mentire perché la direzione generale ambiente della Commissione europea non ha mai confermato che esista tale regola (il silenzio-assenso) sulle normative ambientali della UE. Sulla questione, infine,  è intervenuto il Commissario Europeo all’Ambiente Janez Potocnik che ha asserito: 'Qualora le autorità italiane disciplinassero lo smaltimento delle terre e rocce di scavo in modo incompatibile con la direttiva 2008/98 CE, la commissione non esiterà a adottare le iniziative necessarie per garantire il rispetto della UE da parte della Repubblica Italiana' ".

Il gruppo consiliare Homo Novus è, quindi, contrario a qualsiasi trasporto di terre provenienti dagli scavi della Tav di Firenze se non autorizzato prima dal parere della commissione ambiente della Comunità Europea.

"L'Italia non può rischiare una seconda condanna dopo quella che seguì al decreto Lunari, nei contenuti non dissimile al decreto Clini - Passera, per il quale il nostro paese è ancora sotto procedimento. Infatti il pronunciamento della Commissione Europea è necessario non solo per questioni di uniformità di comportamenti ambientali nei diversi paesi membri, ma anche per evitare casi di concorrenza sleale incentivando i soggetti interessati a prestare i propri servizi nei paesi dove le norme sono meno restrittive. Le Ferrovie dello Stato, poi,  non possono esporsi a possibili denunce retroattive, con conseguenti rimborsi, nel caso il trasporto delle terre sia effettuato contro le normative europee".

"Il progetto di riqualificazione ambientale dell’area mineraria di S. Barbara, proposto da Enel e non dal comune di Cavriglia - conclude Homo Novus -  prevede che Enel riceva un indennizzo per il trasporto delle terre, ma solo per quelle 'buone', e non debba occuparsi della riqualificazione, trattamento preventivo, di quelle 'non buone' ".
 

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