20.07.2012 h 13:05 di  Monica Campani

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Continua la truffa on line. La polizia avverte: "Non pagate quelle somme"

Hanno l'intestazione della guardia di finanza o della polizia postale. Se vengono aperte bloccano il computer. Le mail avvertono che per ripristinare la situazione è necessario pagare una multa di 100 euro. Ma è un virus - truffa
Sta cominciando a spopolare anche in Valdarno. Si tratta della nuova truffa on line. Anzi del virus - truffa. Al caso con l'intestazione della guardia di finanza, registrato qualche giorno fa,  adesso si aggiunge quello firmato dalla polizia postale. Inutile dire che è una frode.

La mail riporta l'indirizzo della guardia di finanza o della polizia postale. Una volta aperta appare una schermata, ma è già troppo tardi. Il computer si blocca. Nel testo ne viene spiegato il motivo.

"Polizia postale e delle comunicazioni. Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche. Attività illegale. Il sistema operativo è stato bloccato a causa di violazioni delle leggi della Repubblica Italiana. Il vostro IP è stato rilevato e riportato alla polizia di stato, perchè usato per visualizzare filmati di pornografia e violenza su bambini. La mail usata per possibili piani terroristici. I nostri server hanno bloccato il computer per fermare l'attività illegale".

Nella schermata poi si informa l'utente che per sbloccare il computer è necessario pagare una multa di 100 euro tramite sistema Ukash, rintracciabile presso supermercati, tabaccherie, negozi di telefonia che abbiano  un terminale Epipoli tramite Paysafecard. Per agevolare il pagamento, ovviamente, si può pagare anche on line, inserendo i dati.

Una vera e propria doppia truffa. Se il malcapitato crede alla richiesta non solo perde 100 euro della fantomatica multa ma anche il denaro necessario per risistemare, grazie ad un tecnico, il computer bloccato.

Segnalazioni in Valdarno di casi simili sono pervenute alle forze dell'ordine già in numero cospicuo. La polizia postale, dunque, avverte i cittadini di non pagare. Nessuno, ovviamente, è stato autorizzato ad emettere simile notifica oppure a richiedere, on line, tali pagamenti.

Continua ad imperare on line anche l'altra truffa quella chiamata phishing, ovverosia le richieste via mail, da parte di sedicenti banche e istituti di credito, di alcuni dati e codici personali, necessari "per aggiornamento programmato del software al fine di migliorare la qualità dei servizi bancari", o per altri fantasiosi motivi. Anche questa è una truffa: nessuna banca o istituto  chiederebbe mai i codici personali attraverso una richiesta on line.

Si può comunque consultare i siti della polizia di stato, della guardia di finanza o dei carabinieri.


 

Data della notizia:  20.07.2012 h 13:05

 
 
 
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