19.03.2017  11:57

Continua la strage di cani: due quelli morti negli ultimi giorni. Usata anche stricnina

di Monica Campani
L'avvelenamento è avvenuto al Calambrone a San Giovanni e nella zona di Piantravigne. A Montalto, invece, frazione di Pergine, ritrovate spugne fritte


foto di repertorio

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Data della notizia:  18.03.2017  23:30  /  Ultimo aggiornamento:  19.03.2017  11:57

Ancora bocconi avvelenati e ancora cani morti. Non si ferma in Valdarno la strage. Nella zona del Calambrone a San Giovanni è deceduto un cucciolo di sei mesi, nell'area della Setteponti, a Piantravigne, nel pomeriggio un altro cane. Entrambi avevano mangiato qualcosa trovato in terra. Nel caso accaduto nella frazione terranuovese si è trattato di stricnina.

La commercializzazione della stricnina è vietata da una direttiva europea del 2006. I casi di avvelenamento devono essere denunciati sulla scia dell’ordinanza, emanata dal Ministero della salute, concernente le norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o bocconi avvelenati (GU Serie Generale n.165 del 16-7-2016).

Sull'argomento esistono anche leggi sulla caccia e leggi sanitarie che vietano la diffusione di veleni sul territorio, oltre alla normativa contro il maltrattamento e l'uccisione di animali. Ecco perchè è importante denunciare i fatti.

C'è, poi, anche un vecchio tipo di esche avvelenate riproposto in Valdarno: le spugne fritte. A trovarle in via Cavour a Montalto, frazione di Pergine, è stato il proprietario di un cane che le aveva appena messe in bocca. Per fortuna l'uomo è riuscito a evitargli problemi seri.

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Aggiornamento
Altre esche avvelenate sono state ritrovate nelle campagne di Piandiscò, e si tratta di salsicce, e nella zona del Cocollo, in Pratomagno

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