Consiglio comunale saltato, insorgono le opposizioni: "Non siamo noi ad umiliare la città: se è mancato il numero legale la maggioranza dovrebbe fare due conti in casa"
La lettera del sindaco Francesco Maria Grasso ha scatenato le reazioni dei due principali gruppi di opposizione, Democratici e Progressisti e Prima Montevarchi. Che respingono al mittente tutte le accuse di ostacolare il lavoro delle istituzioni cittadine, oltre a sollevare alcune osservazioni particolarmente critiche su atti di governo e tenuta politica...
Sono bastate pochissime ore di distanza dalla lettera del sindaco Francesco Maria Grasso perché arrivasse la risposta delle opposizioni chiamate in causa, dopo il consiglio comunale saltato venerdì sera per non aver raggiunto il numero legale. Accuse e controrepliche, con gli esponenti di minoranza che non ci stanno ad essere definiti dei sabotatori della vita amministrativa della città, e invitano sindaco e giunta a ricercare le responsabilità nella loro stessa maggioranza.
"Se a Montevarchi c’è qualcuno che umilia la città, il Consiglio comunale e le istituzioni, il sindaco Grasso lo può individuare facilmente guardandosi allo specchio e confrontandosi con se stesso", attaccano i Democratici e Progressisti (qui la loro lettera per intero). "Nessuna visione del futuro della città, una serie scombinata di atti amministrativi a volte contraddittori, a volte con legittimità problematica, furbate come le delibere relative al Cimitero del capoluogo. E poi, mozioni del Consiglio comunale disattese e lasciate all’oblio, a partire da quelle sulla trasparenza amministrativa, atti fondamentali come quelli sull'IMU non portati al dibattito pubblico, dribbling insistiti rispetto alle vicende delle società partecipate a partire dalla Farmacia comunale. Ancora: aumento generalizzato di ogni forma di tributo o tassa e incapacità totale di affrontare la razionalizzazione della spesa".
"A un anno circa dal suo insediamento Grasso ha mostrato, oltre ogni ragionevole dubbio, la sua insufficienza e inadeguatezza. Ci verrebbe da notare e da fargli notare, peraltro, che la sua maggioranza conta il 60% dei seggi, ed è autosufficiente. Se venerdì è mancato il numero legale - continuano i Democratici e Progressisti - il Sindaco guardi prima in casa propria. Non è difficile, si tratta di semplice aritmetica e se s’impegna può farcela. Quanto all’amare la città non accettiamo lezioni da chi non fa niente per contrastarne il declino se non inaugurare mezze opere o finte opere. Montevarchi ha bisogno e si merita ben altro del’ipocrisia e del
“tutto va bene” grassiano. Della consigliera Caporaso (la scelta di disertare il Consiglio comunale nasce da
quella vicenda, ndr) abbiamo già detto e non ci interessa tornarci sopra".
"Troviamo singolare - conclude la nota dei Democratici e Progressisti - che il Sindaco, nelle parole pronunciate a caldo venerdì, auspicasse la presentazione di una mozione di sfiducia da parte delle minoranze consiliari. Può fargliela lui, l’IDV o il PD stesso visto che si è pronunciato per il 'passo indietro'. Noi valuteremo sul momento cosa votare. Al PD, all’Italia dei Valori, agli altri consiglieri e gruppi della maggioranza di Palazzo Varchi chiediamo: quanto, in una situazione difficile come quella che i cittadini e le famiglie stanno vivendo, è possibile sopportare l’inconsistenza dell’amministrazione, prima di chiederne politicamente conto? Noi, per parte nostra, siamo disponibili a un confronto sereno e produttivo sulle regole da seguire e le cose da fare per il bene della città".
Toni durissimi anche da parte di Prima Montevarchi (qui il comunicato per intero): "La lettera aperta che Francesco Maria Grasso ha diffuso in queste ore è irricevibile nei toni, nei contenuti e nelle ricostruzioni artificiose degli accadimenti. Chi si lascia andare a simili affermazioni, rancorose, isteriche e destituite di ogni serio fondamento, è evidente che non possiede i fondamentali democratici per coprire cariche istituzionali. Il sindaco non sa che ha in Consiglio la maggioranza del 60%, che gli garantisce (o gli dovrebbe garantire) ampiamente il numero legale per la validità della seduta? Egli non sa che poteva riconvocare d’urgenza un Consiglio comunale con i poteri a lui attribuiti dall'apposito Regolamento? Perché non si è avvalso di tale prerogativa? Non aveva le necessarie garanzie dalla maggioranza sul raggiungimento del numero legale?".
"L’opposizione - continua Prima Montevarchi - si è limitata ad avvalersi dell’unico strumento che le regole democratiche le mettono a disposizione per contrastare l’arroganza politica di questo Sindaco. Si lamenta, Grasso, del fatto che le opposizioni sono ricorse alla Corte dei Conti? E che altro potevano fare quando si sono trovate di fronte provvedimenti come quello sulle concessioni cimiteriali perpetue? Per quanto concerne l’arcinota vicenda della Vicepresidente del Consiglio riteniamo che tutto sia già stato detto e scritto".
"Per il resto è inutile che il sindaco tenti di giocare la carta puerile e demagogica di un’opposizione che non fa gli interessi della città. A smentirlo sono sufficienti i faldoni delle pratiche dei lavori delle varie commissioni, dove sono contenute le proposte, le osservazioni, i contributi e le numerose correzioni apportate dalle opposizioni agli atti posti all’approvazione del Consiglio. Grasso non la racconta giusta neanche quando addebita all’opposizione la mancata approvazione della delibera per la costruzione a Levanella di nuovi alloggi ERP: una delibera illegittima per come proposta, in quanto prevede di agire in deroga alle norme urbanistiche. Grasso ha fatto trascorrere un anno dal suo insediamento senza mettere mano agli strumenti urbanistici per concretizzare, come necessario, la cessione al Comune dell’area da destinare all’ERP. Oggi la necessaria variante urbanistica sarebbe conclusa, altro che artificioso ricorso ad improbabili deroghe! Ed è il caso di dirlo nuovamente chiaro e forte a tutti, ai cittadini, al Sindaco, all’Esecutivo ed a tutte le componenti del Consiglio: noi siamo sempre a disposizione per perseguire il massimo interesse di Montevarchi. Ci auguriamo solo di venire messi in condizione di farlo, con chiarezza e trasparenza".