26.12.2016  14:59

Consegna a giorni alterni, da febbraio la riorganizzazione si estende ad altri comuni. Anci Toscana scrive a Poste

di Glenda Venturini
Da febbraio la riorganizzazione della consegna della corrispondenza, partita in provincia di Arezzo nel 2016, sarà estesa a molti altri comuni. Le lettere di preavviso iniziano ad arrivare ai sindaci, e l'Anci ora chiede un incontro urgente a Poste Italiane


A fare da apripista, in Valdarno, sono stati i quattro comuni di Bucine, Cavriglia, Loro e Pergine. Da maggio 2016 in questi territori la consegna della corrispondenza è a giorni alterni: i postini lavorano soltanto il lunedì, mercoledì e venerdì di una settimana, il martedì e il giovedì in quella successiva. È l'ormai famosa riorganizzazione della consegna della posta, che ha visto la mobilitazione di sindacati, sindaci e cittadini, per ora senza successo però.

Il piano è stato approvato nel 2015 dall'Agcom, che aveva appunto dato il via libera alla proposta di Poste Italiane, prevedendo però che la riorganizzazione avvenisse "a scaglioni": in altri termini, è partita a fine 2015 la prima fase, mentre la seconda fase ha preso avvio a primavera 2016. E ora, da febbraio 2017, toccherà ad altri comuni, su cui verrà estesa la nuova modalità di consegna della posta: l'elenco completo non è ancora pubblicato, ma è probabile che ci siano altri comuni del Valdarno, specialmente in provincia di Arezzo. Dovrebbero rimanere esclusi solo i comuni ad alta densità abitativa, come ad esempio quelli del fondovalle. 

Le lettere informative ai sindaci sono partite in questi giorni. Ed è per questo che Anci Toscana ha chiesto a Poste Italiane un incontro urgente su questo imminente riduzione del servizio di consegna della posta, in partenza da febbraio. “Con rammarico prendiamo atto della mancanza di confronto sia con le amministrazioni comunali toccate dai provvedimenti, sia con questa Anci regionale – scrive Anci Toscana a Poste Italiane - come si ricorderà, ed anche in occasione della riunione svoltasi nella nostra sede nel maggio scorso, avevamo avuto modo di richiedere particolari garanzie su questa specifica questione, segnalando tutte le nostre preoccupazioni".

"Infatti, se da un lato Poste intende fornire servizi senz’altro aggiuntivi e innovativi tramite i portalettere, questo non compensa una riduzione che rischia di essere eccessivamente intensa, finendo per non rendere quegli stessi servizi aggiuntivi davvero accessibili dai cittadini, e in particolare di quelli dei comuni più periferici. La nostra Associazione resta dunque disponibile ad un nuovo incontro che, a questo punto e dati i tempi stretti, riterremmo urgente. Chiederemmo quindi e a stretto giro di concordare un nuovo incontro di confronto tra Poste Italiane ed una rappresentanza dei sindaci interessati dai provvedimenti per fare il punto insieme sullo stato dell’arte e riprendere questa questione cara ai nostri territori”.

 

 

 

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