17.05.2017  15:37

Comunicazione aumentativa alternativa: la clinica di riabilitazione aiuta i bambini che non parlano

di Monica Campani
Si tratta di una metodica applicata ai minori che non possono parlare come tutti gli altri


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Data della notizia:  17.05.2017  15:37

"Comunicazione aumentativa alternativa", una metodica che viene applicata nella Clinica di Riabilitazione Toscana ai bambini che non possono parlare nel modo più ovvio, quello verbale. I motivi sono diversi: dalle patologie note a quelle di difficile individuazione.

"La utilizziamo - annuncia il Presidente Marco Mugnai - per i minori in trattamento dopo un'attenta valutazione da parte dell'equipe multidisciplinare integrata UFSMIA (Area Vasta Sud-Est Valdarno) e CRT su obiettivi e strategie comunicative specifiche da raggiungere per i pazienti. La Clinica ha consegnato nuovi ausili e strumenti nonché un software destinati all'incremento della qualità delle prestazioni riabilitative dei piccoli pazienti del Valdarno".

“Aiutiamo i bambini ad avere strumenti per attivare relazioni con gli adulti e i coetanei – ricorda la dottoressa Franca Cuculi, responsabile del servizio UFSMIA dell’Usl. Questa è una tappa del percorso evolutivo delle nostre attività”.

"Alla parola verbalizzata si sostituisce l'immagine di riferimento. Un disegno o una foto vengono associati ad un oggetto e questo consente al bambino di capire che ci sono altri modi per comunicare oltre a quello verbale. Gli operatori della CRT mettono a sua disposizione una tabella composta da più fogli, elaborata al computer, personalizzata sulle base della sua condizione e dei suoi problemi. Le immagini hanno una didascalia, utile soprattutto ai "parlanti" che dialogano con lui ma anche al piccolo che si prepara ad andare a scuola e quindi ad imparare a leggere e scrivere".

 

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