20.12.2012  18:15

Chiusura delle Poste, il sindaco di Rignano: "Riconsiderare tempi e modi, intervenga la Regione"

di Andrea Tani
"Inaccettabile trovarsi di fronte al fatto compiuto", dichiara Daniele Lorenzini in una nota congiunta con il collega di Bagno a Ripoli. "Disponibili a collaborare come fossimo un unico territorio, ma serve una proroga per tenere aperta la trattativa. Regione e Uncem siano con noi".


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Data della notizia:  20.12.2012  18:15

Riconsiderare tempi e modi della chiusura dell’ufficio postale di San Donato in Collina, promuovere un incontro fra la Regione Toscana e l’Uncem che possano farsi promotori delle istanze dei Comuni. È quanto chiedono i sindaci di Rignano e di Bagno a Ripoli, Daniele Lorenzini e Luciano Bartolini, in un comunicato congiunto rilasciato a seguito dell’incontro tenuto lunedì scorso in Regione, convocato proprio per discutere il piano di chiusure degli sportelli voluto da Poste italiane.

Alla riunione hanno partecipato 40 sindaci da tutta la Toscana, in rappresentanza di alcuni dei comuni interessati dal taglio di 74 sportelli.

“I Sindaci - spiegano Lorenzini e Bartolini - hanno chiesto alla Regione di intervenire presso Poste italiane spa perché la società riconsideri la chiusura, nonché le modalità e i tempi della sua attuazione. È infatti inaccettabile trovarsi di fronte a un fatto compiuto! Occorre più tempo per ricercare strumenti per ridurre i danni ai cittadini, magari integrando, nel rispetto del legittimo regime di concorrenza, i servizi postali con quelli delle banche o di altre strutture locali, o utilizzando, perché no, spazi comuni”.

“Alla Regione - proseguono i primi cittadini - è stato poi chiesto di farsi interprete di tali esigenze e problematiche presso il governo nazionale, poiché la questione è nazionale e coinvolge tutte le regioni. Bisogna quindi che il governo evidenzi a Poste italiane il fatto che è comunque una società il cui capitale è detenuto al 100% dallo Stato italiano attraverso il ministero dell’economia e delle finanze e che ha il privilegio, cioè gli utili che le derivano dalla gestione delle pensioni. Quindi: niente perdite, ma nemmeno gravare sulle spalle dei cittadini”.

L’incontro si è concluso “con una dichiarazione dei Sindaci di non condivisione del metodo riorganizzativo utilizzato da Poste italiane e con una duplice richiesta: di una proroga della chiusura, in modo da tenere aperta la trattativa; di un incontro fra la Regione Toscana e l’Unione nazionale comuni comunità enti montani (Uncem).

I sindaci, “colpiti dalle chiusure dei presidi di Osteria Nuova e San Donato in Collina, in quanto Comuni limitrofi, siamo disponibili a ragionare insieme di un possibile coordinamento fra i nostri uffici postali, agendo in questo caso come se fossimo un unico territorio”.

La chiusura dell'ufficio postale di San Donato è inoltre al centro di un ordine del giorno che verrà discusso - e verosimilmente approvato - durante il consiglio comunale in programma questa sera.

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