Che fine faranno gli esodati della Boehringer? L'assessore provinciale Simoni illustra la situazione
La Boheringer ha ormai terminato il proprio trasferimento da Prulli a Milano, lasciando nello stabilimento reggellese soltanto la divisione farmaci da banco. Fra i dipendenti ci sono 20 esodati che rischiano di perdere lavoro e pensione. L'assessore al lavoro della provincia di Firenze Elisa Simoni ha fatto il punto della situazione.
Anche in Valdarno fiorentino è presente purtroppo la questione degli esodati, una brutta parola che contempla una categoria di lavoratori che rischiano seriamente di rimanere senza impiego e senza pensione.
La Boehringer ha completato il proprio trasferimento a Milano, mantenendo a Reggello soltanto la divisione farmaci da banco.
L'assessore al lavoro della provincia di Firenze Elisa Simoni ha fatto il punto sullo stabilimento valdarnese, rispondendo a una domanda d'attualità del gruppo di Rifondazione comunista.
In tutto questo percorso il problema più grave si pone per 20 dipendenti,gli esodati appunto. Questi lavoratori sono andati in mobilità lo scorso aprile e non rientrano tra i cosiddetti salvaguardati: 65.000 lavoratori per i quali varranno le vecchie regole pensionistiche in quanto usciti dal lavoro entro il 4 dicembre 2011.
Le organizzazioni sindacali hanno chiesto a Confindustria di convocare l'azienda per discutere del futuro dei 20 dipendenti e per riaprire le trattative. I margini sono previsti già dall'accordo sindacale in essere, nel caso di modifiche della previdenza.
Le soluzioni che le organizzazioni sindacali ipotizzano sono due: incentivi economici come quelli che erano stati previsti per coloro che sono rimasti senza lavoro, oppure il trasferimento a Milano.
"Anche questo - ha replicato il consigliere Calò - è uno dei frutti amari della riforma del Governo. Chiedo alle istituzioni di non lasciare solo chi sta aprendo una giusta battaglia sociale sul tema dei diritti. La Fornero non sta dalla parte dei precari. Sulla Boehringer provincia di Firenze e Comune di Reggello aprano un confronto positivo con le associazioni datoriali per rimettere al centro il tema dei diritti previdenziali".