Pier Francesco Bigazzi e il gruppo Martinicca Boison, domenica sera nello spazio espositivo di Stazione Ceramica di San Giovanni presentano una produzione di teatro e musica dedicata alle canzoni, a frammenti di vita e alla poesia da Boris Vian.
Nel novantaduesimo anniversario della nascita di Boris Vian una delle band rock-folk più apprezzate, i
Martinicca Boison, decide di mettersi in gioco e affrontare per la prima volta un opera più complessa, con la partecipazione di Pier Francesco Bigazzi, giovane attore valdarnese, in scena come voce recitante.
Uno spettacolo per ricordare uno degli artisti più geniali e controversi della cultura e dello spettacolo francesi ed europei. Scrittore, poeta, cantante, musicista, ingegnere, sceneggiatore, drammaturgo, pittore, critico musicale, sperimentò sulla sua pelle la censura e l’accusa di immoralità. Fu anticipatore del teatro dell’assurdo e della canzone politica.
Un elogio del frammento, com’è nello stile del “teatro minimo musicale” che la
Materiali Sonori sta producendo e allestendo ormai da molti anni e una vena di leggerezza si muove attraverso le provocazioni di un poeta e musicista che affronta la crisi di una società e di un costume lacerati dalla corruzione e dall’ipocrisia, dai miti del consumismo e dagli incubi dell’alienazione. “E’ la Francia degli anni Cinquanta, ma potrebbe essere l’Italia di oggi.” dice Gianpiero Bigazzi, che ha curato progetto e regia.
Sul palco, attraverso musica e parole si mescolano frammenti dal suo disincanto, dalla sua incredibile e breve vita, dal suo spirito anarchico e antimilitarista.
Lo spettacolo sarà in scena in versione reading, domenica sera (15 aprile), presso gli spazi espositivi di Stazione Ceramica di San Giovanni a conclusione di una
due giorni di esposizioni, musica e spettacoli, per approdare poi a Firenze, martedi 17 e mercoledì 18, presso il Teatro di Rifredi.