18.10.2019  20:34

Bekaert: l'incontro al Mise slitta ancora, nuova data il 31 ottobre. Intanto la Lega presenta alcune iniziative

di Glenda Venturini
Nuova comunicazione dal Ministero, l'incontro tanto atteso viene di nuovo spostato. Intanto in mattinata ai cancelli hanno presentato alcune iniziative i consiglieri comunali di Figline, San Giovanni e Montevarchi della Lega, con il consigliere regionale Casucci e il Commissario della Lega Valdarno aretino Simone Badii


Rimandato ancora una volta l'incontro al Ministero dello Sviluppo Economico per la Bekaert di Figline. Dal 24 ottobre (ma la prima convocazione era addirittura per il 22) ora il tavolo è spostato al 31 ottobre: un nuovo rinvio che non aiuta certo a rasserenare gli animi degli oltre duecento lavoratori che aspettano una risposta sulla reindustrializzazione, proprio da quell'incontro. 

Intanto questa mattina ai cancelli del sito figlinese si sono presentati i consiglieri comunali e regionali della Lega, per annunciare alcune iniziative in merito alla vertenza. "Abbiamo seguito sin dall'inizio la vertenza Bekaert, siamo coinvinti che esistano ancora margini per far ripartire questa azienda, ma occorre l'intervento forte del Ministero dello Sviluppo Economico e del ministro. Patuanelli sia presente al tavolo tecnico in programma al Ministero" ha chiesto il Consigliere regionale Marco Casucci. 

"La Bekaert - ha aggiunto Silvio Pittori, consigliere a Figline e Incisa - è una questione essenziale per il nostro territorio, per i lavoratori, le famiglie e tutto l'indotto. Approveremo tutti i provvedimenti a sostegno dei lavoratori, non ci possiamo permettere che questa azienda chiuda". E Andrea Pesucci, consigliere a Montevarchi, ha annunciato "una mozione che passerà all'esame del Consiglio il prossimo 25 ottobre". Una mozione è già stata approvata invece a San Giovanni, ha ricordado Antonio Guidelli, consigliere comunale e lavoratore dello stabilimento da 34 anni. "Il dramma - ha concluso Simone Badii, Commissario Lega Valdarno aretino - riguarda non solo gli oltre 200 lavoratori dello stabilimento ma un intero indotto, circa un migliaio di persone in Valdarno".

 

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