09.10.2018  10:29

Bekaert, i lavoratori dicono 'sì' all'ipotesi di accordo

di Monica Campani
A stabilirlo è stato il referendum. "Ora inizia la lotta per la riconversione della fabbrica". Daniele Calosi, Segretario generale della Fiom Cgil di Firenze: “Un risultato stupendo che dimostra la compattezza dei lavoratori sulle posizioni del sindacato".


Con 280 voti a favore su 298 votanti, 17 contrari e una scheda bianca, l'esito del Referendum vincolante è chiaro: i lavoratori della Bekaert hanno detto 'si' all'ipotesi di accordo, siglato lo scorso 2 ottobre al Mise tra azienda, sindacati e Istituzioni,che ha bloccato i 318 licenziamenti, prolungando l'attività fino al 31 dicembre, e previsto la Cassa integrazione per cessazione, reintrodotta dal Governo, oltre ad una serie di altre misure.

L'impegno adesso è diretto alla reindustrializzazione dello stabilimento figlinese.

"L'ipotesi di accordo è stata approvata. Essenziale adesso non perdere di vista l' obiettivo e non dimenticare che il conflitto è ancora in corso, il posto di lavoro non è salvo e la lotta continua. Ora inizia la lotta per la riconversione della fabbrica e non dipenderà solo da noi".

Per Daniele Calosi, Segretario generale della Fiom Cgil di Firenze: “Un risultato stupendo che dimostra la compattezza dei lavoratori sulle posizioni del sindacato. Il consenso si esprime con il voto e i lavoratori ci hanno confermato la fiducia con il 94% di sì. Da subito cominceremo a lavorare per trovare una soluzione che dia continuità produttiva allo stabilimento e per mantenere l'occupazione sul territorio. Lo faremo con con il massimo impegno e la determinazione che ci ha portato sino a qui. Grazie a tutti i lavoratori!”.

Soddisfatto anche Ferdinando Uliano, Segretario Nazionale Fim Cisl: "Questo accordo sindacale è un accordo storico, ha evitato i 318 licenziamenti, ha messo in campo una serie di strumenti utili per dare risposte concrete e occupazionali ai lavoratori coinvolti. La Cassa Integrazione per cessazione e reindustrializzazione per 12 mesi è uno dei tanti strumenti che abbiamo conquistato per accompagnare questo processo, ma non è l’unico. Questi risultati non li avremmo raggiunti, se non fossimo riusciti come sindacato a sospendere di altri 30 giorni i licenziamenti previsti inizialmente il 3 settembre. Quei 30 giorni in più a disposizione sono serviti per costruire le condizioni per giungere ad un accordo positivo, con la Cigs e tutti gli strumenti di rioccupazione e reindustrializzazione".

"Abbiamo obbligato la società a tenere aperta l’attività fino al 31 dicembre 2018 e a lasciare la produzione del “filo tubo”, con una parte dello stabile e dei macchinari per una possibile reindustrializzazione. In questi giorni si è già manifestata una proposta di un importante gruppo industriale. Nell’accordo abbiamo previsto che Bekaert paghi il prezzo della reindustrializzazione, riconoscendo alle aziende che porteranno attività lavorative nel sito, 40mila euro per ogni dipendente assunto nell’area. Abbiamo contrattato un sistema di incentivazione all’uscita per ogni dipendenti che si differenzia a secondo della anzianità che vanno da 16, 20 e 24 mensilità e che diminuisce con il trascorrere dei mesi. Per facilitare la ricollocazione esterne al perimetro aziendale abbiamo previsto 10mila euro ad ogni assunzione a tempo indeterminato. A tal fine verranno anche messi a disposizione i programmi di politiche attive previsti dalla Regione Toscana. I lavoratori vicini al pensionamento saranno incentivati con un piano per coprire la differenza tra naspi e l’80% del proprio stipendio". 

"L’accordo - conclude Ferdinando Uliano - privilegia gli strumenti di reindustrializzazione e rioccupazione dei lavoratori Bekaert: è un risultato da attribuire principalmente ai lavoratori e al sindacato, che hanno condotto la lotta e costruito l’accordo sindacale, ma è anche il frutto del contributo attivo e della solidarietà da parte di tutti, i cittadini, le istituzioni e la politica locale, fino al ministero dello Sviluppo Economico. L’accordo quindi è un passaggio molto positivo, ma potremo dirci completamente soddisfatti solo all’effettiva reindustrializzazione del sito e alla completa rioccupazione dei lavoratori". 

 

Cronaca / Politica / Economia

 
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