26.02.2021  18:04

Bekaert, firmata la cassa integrazione. La Fiom ribadisce la sua posizione: "Non serve passare dai licenziamenti"

di Glenda Venturini
Fiom Cgil resta ferma sulla sua decisione di non sottoscrivere l'accordo raggiunto al tavolo tecnico, a differenza di Fim Cisl e Uilm Uil


È stata siglata questa mattina la procedura per le ulteriori otto settimane di cassa integrazione covid per gli oltre cento lavoratori della Bekaert rimasti in vertenza. Nell'occasione, la Fiom Cgil ribadisce ancora la sua posizione, che l'ha portata a decidere di non siglare l'accordo al tavolo tecnico con l'azienda, a differenza invece di quanto hanno fatto Fim Cisl e Uilm Uil su mandato dei lavoratori. 

"La Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria per “Covid-19” è uno strumento previsto dalla normativa, e può essere concessa a qualunque azienda ne faccia domanda e rientri nel perimetro di applicazione. Vogliamo sottolineare che non esiste una norma che lega la concessione della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria alla procedura di licenziamento, e non capiamo pertanto la motivazione per cui inserire nel testo un riferimento all'accordo del 24 febbraio 2021, elemento che riteniamo possa portare anche a problematiche inerenti la natura tecnica della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria, per sua natura alternativa alle procedure di licenziamento, a cui la FIOM ribadisce la propria più totale contrarietà politico sindacale, come illustrato anche durante l'esame congiunto". 

"Fermo restando quanto sopra, ciò non è elemento ostativo alla firma dell'accordo di Cassa Integrazione, in quanto la richiesta della FIOM è sempre stata l'attivazione della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria e ribadiamo pertanto la nostra contrarietà a quanto previsto nell'accordo siglato il 24 febbraio, confermando la firma sull'accordo di Cassa Integrazione. Come FIOM CGIL di Firenze abbiamo richiesto di allegare una dichiarazione in tal senso che riteniamo parte integrante dell'accordo di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria per “Covid-19” di oggi". 

Per Daniele Calosi, segretario generale Fiom Cgil Firenze Prato, "nessuna legge in Italia stabilisce che per attivare la cassa per Covid serve passare dai licenziamenti, anzi è esattamente l'opposto. Quello che si è consumato è stato un ricatto inutile dell'azienda sulle spalle dei lavoratori, a cui la nostra organizzazione non ha ceduto."

 

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