08.01.2016  17:03

Banca Etruria: la guardia di finanza sequestra documentazione su presunti conflitti d'interesse di ex membri del CdA

di Monica Campani
Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Arezzo sta procedendo a diverse perquisizioni locali per acquisire la documentazione comprovante i rapporti tra alcuni membri dell'ex Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio e quattordici società risultate assegnatarie di affidamenti


Continua l'attività della Procura e della Guardia di Finanza di Arezzo per far luce sul dissesto della Banca popolare dell'Etruria e del Lazio che ha portato al commissariamento dell'lstituto di credito per gravi perdite patrimoniali.

Il nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Arezzo sta effettuando diverse perquisizioni per acquisire e sequestrare la documentazione "comprovante i rapporti tra alcuni membri dell'ex consiglio di amministrazione della Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio Società Cooperativa (ora in liquidazione coatta amministrativa) e quattordici società risultate assegnatarie di affidamenti deteriorati ovvero interessate a qualsiasi titolo all'erogazione degli stessi".

"L'ipotesi investigativa - spiega la Guardia di Finanza - riguarda il reato di omessa comunicazione del conflitto di interessi in ordine ad una serie di operazioni aziendali, che hanno contribuito alla crisi finanziaria dell'ente. In particolare, l'attivita investigativa è indirizzata alla ricerca dei reali rapporti intercorrenti tra alcuni manager del citato lstituto e alcune società, con sede in Toscana, Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna, operanti nei più diversi settori, dalle costruzioni di edifici alia compravendita di beni. Tali informazioni saranno comparate con quelle già acquisite, al fine di valutare Ia sussistenza di condotte omissive, tese a celare interessi sottostanti fra i soggetti interessati e le società che hanno ricevuto affidamenti, non restituiti, che hanno generato una sofferenza o una perdita per Ia banca". 

Per "omessa dichiarazione del conflitto d'interessi" la Procura della Repubblica di Arezzo ha indagato nello scorso di dicembre l'ultimo presidente di Banca Etruria, Lorenzo Rosi, e l'ex membro del CdA, Luciano Nataloni.
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