12.11.2011  15:54

Aquila, la strada è segnata. Ora servono i fatti.

di Andrea Tani
Ci si aspettavano delle risposte dall'assemblea pubblica della Bartolea. Molte sono arrivate: il progetto è chiaro e condiviso, la disponibilità è massima da parte di tutte le forze in campo. Adesso però bisogna attivarsi in fretta.


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Data della notizia:  12.11.2011  15:54

Una società solida che poggi su un “nocciolo duro”, come lo ha definito il sindaco Francesco Maria Grasso, di una ventina tra imprenditori, professionisti e gente disposta a metterci faccia, soldi, tempo e impegno sostenuta da un’ampia base di azionariato popolare con l’amministrazione comunale a fare da garante. È questa la possibile futura fisionomia della società che raccoglierà il testimone dell’Aquila Montevarchi. Entro la settimana si dovrà passare dalle parole ai fatti.

L’affollata assemblea pubblica di ieri sera alla Bartolea – che Valdarnopost ha seguito in diretta streaming – ha emesso i suoi primi verdetti. Erano presenti il sindaco, l’assessore allo sport Giovanni Rossi, il presidente del consiglio comunale Luciano Taddeucci, i consiglieri Mauro Bindi, Luciano Bucci e Flavio Nardi a rappresentare le forze di minoranza. Presente anche Mario Zarlenga, l’imprenditore romano che ha recentemente rilevato la gestione societaria prima del fallimento, accolto dalla contestazione dei tifosi, animata, civile ma comunque chiara: basta con personaggi piombati dall’alto, è l’ora che al Montevarchi ci pensino i montevarchini che ne hanno a cuore le sorti.

La serata si è aperta con il toccante gesto di Vittorio Firli, decano dei tifosi rossoblù, che ha donato al Comune e dunque a tutta la città il marchio del Gs Aquila 1902, la società ciclistica che per prima iniziò a praticare il calcio a Montevarchi, di cui Firli era depositario. “Nella storia ci siamo sempre rialzati dopo le difficoltà – ha detto – ma non eravamo mai arrivati a questo punto. C'è bisogno di tirarsi su le maniche per far volare di nuovo l'Aquila”.

Il sindaco ha dunque esposto la società che ha in mente: una ventina, trenta al massimo, tra imprenditori, aziende e professionisti costituiranno l’ossatura portante e dirigenziale con un contributo indicativo di 5mila euro all’anno. Chiunque vorrà dare una mano è il benvenuto. Alla base ci sarà una quota di azionariato popolare, sottoscritto da tutti i tifosi che vorranno versare una cifra intorno ai 500 euro annui per farne parte. Il costo totale si dovrebbe aggirare sui 200mila euro a stagione. L’amministrazione comunale, almeno agli inizi, si farà garante della trasparenza e della conduzione societaria. Un progetto chiaro e potenzialmente efficace, ma ora si dovrà dimostrare di poterlo mettere in pratica. Il primo cittadino è già al lavoro per coagulare le forze economiche che vogliano contribuire. Sono già state raccolte diverse disponibilità importanti, ha fatto sapere, e già da lunedì ogni nome segnato sulla lista sarà chiamato ad ufficializzare il proprio impegno.

Anche perché il tempo stringe: la prossima settimana il sindaco dovrà presentare il progetto al curatore fallimentare e ai vertici della Federcalcio che decideranno se e come il Montevarchi potrà ripartire.

Al cuore del progetto dovrà esserci il settore giovanile: un unico club dal calcio montevarchino, dai pulcini alla prima squadra. Un’idea appoggiata anche dal presidente dell’Audax Montevarchi, Aldo Currò: “Il nostro patrimonio è a disposizione di questo progetto – ha detto – L'Audax è una società seria di persone volenterose e sana dal punto di vista del bilancio. Non vogliamo svendere ciò che abbiamo fatto in questi anni, ma è tutto a disposizione se nascerà un progetto serio che possa concretizzarsi in tempi brevi”.

A margine spunta anche l’idea – un po’ visionaria al momento, ma comunque accolta con interesse – del possibile futuro sviluppo dell’Aquila come polisportiva che possa abbracciare sotto la sua ala le principali realtà montevarchine di tutte le discipline.

L’imperativo è comunque chiaro e ribadito da tutti gli intervenuti: “Non pensiamo al passato, guardiamo al futuro e attiviamoci in fretta animati da un sano spirito di collaborazione per il bene dello sport cittadino”.

I tifosi hanno accolto con tiepido favore il progetto presentato dal sindaco. La strada da seguire è segnata e condivisa, ma ci si aspettava qualcosa di più concreto, qualche impegno su carta dei candidati alla dirigenza e non solo promesse. Resta l’apertura massima alla collaborazione. Adesso più che mai è quindi l’ora di passare ai fatti.

Cronaca / Sport

 
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