02.11.2011  18:34

Aquila, la notte più lunga

di Andrea Tani
L'udienza riprende da dove era rimasta lo scorso 22 settembre: i (molti) creditori dovranno accettare il piano di rientro in 18 mesi. Altrimenti la storia dell'Aquila finisce qui.


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Data della notizia:  02.11.2011  18:34

Mai nella storia l’Aquila Montevarchi era stata così vicina al baratro: tra poche ore l’ex-dirigenza rossoblù sarà in aula al tribunale di Arezzo per la ripresa dell’istanza di fallimento avviata dai creditori nei confronti della società. Se non si troverà l’accordo, l’Aquila e la sua storia ultracentenaria verranno cancellate. L’ex presidente Angela Perez predica ottimismo: “Siamo più tranquilli della altre volte”, dice. Intanto il sindaco Francesco Maria Grasso si dice pronto a intervenire se la società fallisse.

Si riparte da dove si era lasciato il 22 settembre scorso, quando venne proposto un piano di rientro del debito in sei o diciotto mesi che domani dovrà essere accettato in via ufficiale dal ‘pool’ di creditori del Montevarchi (ci sono ex-tesserati, fornitori e privati) e, soprattutto, onorato da lì in poi in ogni sua scadenza.

Angela Perez, presidente della passata dirigenza sulla quale gravano i debiti, si dice fiduciosa: “La situazione è ancora più tranquilla delle altre volte, non si dovrebbe andare verso il fallimento. Abbiamo contattato il legale rappresentante dei creditori e i segnali sono positivi. Basta che loro si presentino per accettare il nostro piano di rientro. In ogni caso la squadra porterà a termine il campionato”. Magra consolazione, aggiungiamo noi.

Perché comunque vada serve una svolta, è innegabile. Una società che da più di un anno va avanti tra debiti, stipendi non pagati, giocatori che entrano e escono dagli spogliatoi come ci fossero le porte girevoli – si veda il fuggi-fuggi dell’ultima settimana – tifosi esausti che disertano un Brilli Peri ormai disabitato, dirigenze che si presentano con slogan altisonanti (che fine ha fatto il progetto di rilancio che il nuovo gestore Mario Zarlenga doveva presentare alla città in un’assemblea pubblica?) ma per prima cosa propongono un drastico taglio al monte stipendi di una squadra in piena crisi. Malgrado il penultimo posto in classifica, gli unici che escono bene dalla situazione delle ultime settimane sono proprio i giocatori, quelli che a dispetto di tutto continuano a scendere in campo, e l’allenatore Antonio Arcadio, animato da una passione sincera per i colori rossoblù.

In aula non ci sarà nessun rappresentante dell’amministrazione comunale che però da qualche giorno si è aggiunta alla lista dei creditori. La giunta ha deliberato di volersi inserire nell’istanza di fallimento per recuperare il debito di 50mila euro – già iscritti a bilancio – maturato dall’Aquila con la città, ma i tempi tecnici e burocratici non ne permettono ancora l’ingresso in aula.

Il sindaco Francesco Maria Grasso resta alla finestra: “Siamo tutti in attesa di capire cosa succederà domattina – dice – In caso di fallimento l’amministrazione si farà promotore e garante di un’iniziativa che dovrà coagulare le forze imprenditoriali montevarchine intorno a un progetto solido di rilancio”. Il sindaco risponde poi ai tifosi che nei giorni scorsi avevano richiesto un colloquio: “Sono disposto a incontrarli in ogni momento, credo che lo faremo a breve”.

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