16.03.2013  10:02

Anche il Valdarno ricorda le vittime della mafia. 150.000 in corteo con un fiore per non dimenticare

di Monica Campani
Si è aperta a Firenze la 18esima edizione della 'Giornata della Memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie', promossa da Libera e Avviso Pubblico. In tanti anche dal Valdarno hanno preso parte alla manifestazione


Gli studenti dell'Istituto Giovanni da San Giovanni

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Data della notizia:  16.03.2013  10:02

In tanti sono partiti in treno dal Valdarno per raggiungere Firenze: studenti, associazioni, istituzioni e semplici cittadini. Alle 8.00 è iniziato il concentramento alla Fortezza da Basso. Il capoluogo toscano, infatti, teatro suo malgrado della strage di via dei Georgofili, è stato scelto da Libera e Avviso Pubblico per la 18esima edizione della 'Giornata del ricordo e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie".
 
Il corteo si snoda dalla Fortezza da Basso in piazzale Montelungo. viale Strozzi, rampa Nassyria, rampa Spadolini, Romito, Cosseria, Costituzione, Statuto (attraversamento), XX Settembre,Ponte Rosso, Mafalda Savoia, Pascoli, Don Minzoni (attraversamento), Masaccio, Artisti, Vasari, Ponte al Pino, Pratellino, Mille, Paoli. Allo stadio Artemio Franchi, poi, il clou della manifestazione: verranno letti tutti i nomi delle vittime di mafia. Poi l'esibizione di Fiorella Mannoia e l'apertura dei seminari.

La Giornata della Memoria e dell'Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie. Oltre 900 nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell' ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perchè, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.
'Ma da questo terribile elenco - sottolinea Libera - mancano tantissime altre vittime, impossibili da conoscere e da contare'.

Lo slogan di quest'anno era  "Semi di giustizia, fiori di corresponsabilità". Per questo è stato chiesto agli studenti di scendere in piazza con fiori realizzati da loro che dovevano rappresentare la memoria delle vittime da ricordare. Sui fiori sono stati apposti il nome della vittima, una frase, un disegno. Ognuno poteva scegliere come ricordare e far vivere il sacrificio della persona uccisa dalla criminalità mafiosa. La piazza e le strade si sono riempite  così di fiori colorati di vita, di fiori colorati di impegno.

Stefania Grassi, figlia di Libero Grassi in rappresentanza dei familiari, ha detto: “Fare memoria vuol dire alzare lo sguardo verso il futuro. Chi è qui oggi si vuole far carico di una responsabilità e camminare con voi è stato come aver ricevuto un lungo e forte abbraccio”.

Poi le parole dure e toccanti di Giovanna Maggiani in rappresentanza dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili e infine il pensiero quasi profetico di Don Ciotti che ha ripetuto tante volte che non si devono uccidere due volte le vittime di mafia: “La memoria ha un senso solo se sfocia in un impegno – ha ripetuto – 365 giorni l’anno e c’è un’Italia che è pronta a fare meno parole e più fatti. A tutti chiedo meno parole e più fatti – ha continuato il presidente di Libera - no alle coscienze addormentate e addomesticate e dobbiamo difendere parole come giustizia, lavoro, legalità, diritti, democrazia da chi le sta usando impropriamente e le sta svuotando del loro vero significato. Da qui da questa magnifica piazza, continuiamo a camminare insieme”.

Poi dalle parole di Don Ciotti il microfono è passato alle parole delle canzoni di Fiorella Mannoia, una donna che canta della libertà, della dignità delle persone e dei diritti.



 
(a Firenze ha seguito l'evento per Valdarnopost Andrea Baglioni dell'istituto magistrale Giovanni da San Giovanni)

Cultura / Sociale

 
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