29.01.2014  22:57

Anatomia patologica, la Asl8 conferma l'accorpamento ad Arezzo. Viligiardi: "Chiederemo l'immediata sospensione del trasferimento"

di Monica Campani
Alla Gruccia rimarrà il laboratorio per l’attività intraoperatoria. Asl8: "L’unificazione dell'anatomia patologica, sulla cui realizzazione erano tutti a conoscenza, non ha motivo di essere contestata, ma va salutata come una grande opportunità". Viligiardi: "Ci saremmo aspettati una valutazione congiunta e l’illustrazione delle ragioni di tale decisione"


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Data della notizia:  29.01.2014  14:00  /  Ultimo aggiornamento:  29.01.2014  22:57

Dopo allarmi, prese di posizione da parte di sindaci, esponenti politici e sindacati, alla fine la direzione della Asl8 ha deciso in piena autonomia e Anatomia patologica sarà trasferita dal monoblocco della Gruccia al San Donato di Arezzo. La struttura è già pronta per accoglierla. Nell'ospedale valdarnese rimarrà il laboratorio per l'attività intraoperatoria. Maurizio Viligiardi, presidente della conferenza dei sindaci e in rappresentanza anche di tutti i colleghi dichiara: "Chiederemo al direttore generale della Asl 8 un incontro urgente e l’immediata sospensione delle operazioni di trasferimento del servizio". Per l'azienda sanitaria con questo accorpamento "​ Crescono le capacità produttive e le tipologie di analisi".

"Anatomia patologica che si occupa di analizzare i tessuti umani, prelevati dal corpo dei pazienti in genere è al servizio delle chirurgie che intendono esaminare, una volta acquisito un tessuto, la sua natura e ottenere così indicazioni sulle corrette terapie. Ed è anche al servizio di altre specialistiche, ad iniziare dalla oncologia. Presto andrà in porto la unificazione ad Arezzo di questo servizio, dopo che l’intero reparto è stato completamente ristrutturato, ampliato e messo in sicurezza sotto il profilo degli impianti e della strumentazione, tutta revisionata. Il tema è stato trattato a lungo. Sul piano politico, su quello organizzativo e adesso anche su quello sindacale. Dopo una prima informativa generale, fra due settimane arriverà sul tavolo la proposta operativa che sarà discussa, ovviamente, anche con il personale", fanno sapere dalla direzione sanitaria della Asl8.

"Di questo tema si era iniziato a discutere addirittura nel 2005 - continua la Asl8 - Poi i tempi di attuazione di questo trasferimento sono stati più lunghi, anche per la necessità di ristrutturare il centro di Arezzo. Esempi di operazioni analoghe, al di la del laboratorio analisi, sono ormai compiuti un po’ in tutta Italia, dove ogni Asl, e a volte ogni area vasta, concentrano i laboratori per ragioni di sicurezza, di maggiore produttività e anche di costi. E se questo percorso era dettato dall’applicazioni di buone pratiche, adesso, in virtù della nota delibera 1.235 (Spending Review) approvata dal consiglio regionale toscano, è diventato un obbligo. Il tutto, ben inteso, senza alcuna conseguenza negativa per gli utenti e per le strutture sanitarie che usufruiscono di questo servizio".

Poi la Asl8 precisa di avere discusso con la conferenza dei sindaci la questione.

"La decisione di eseguire il trasferimento è di due anni fa. Già allora furono sollevate delle osservazioni, e già allora furono spiegate le ragioni di questa operazione. L’intero progetto è stato portato alla sua fase finale anche con il coinvolgimento della conferenza dei sindaci del Valdarno. Gli amministratori dei comuni della vallata hanno messo sul piatto la richiesta di non avere alcun decadimento delle prestazioni per i cittadini del Valdarno. Su questo fronte va invece detto che la concentrazione su Arezzo di gran parte degli impianti e del personale consentirà alla struttura di introdurre “tecnologie molecolari” per la diagnostica dei tumori, oggi impensabili. Una nuova frontiera verso la quale la ricerca e la scienza indirizza le nuove cure. Oggi le richieste di questa natura devono essere trasferite presso altri centri. Fra poche settimane si eseguiranno ad Arezzo (per l’intera provincia) con una diminuzione di tempi di attesa per le risposte e un non meno importante risparmio economico".

Dal canto suo Maurizio Viligiardi, presidente della conferenza dei sindaci a nome anche di tutti i colleghi del Valdarno afferma:

"Abbiamo appreso da fonti di stampa notizie circa la volontà della Asl8 di trasferire ad Arezzo il servizio di anatomia patologica dell’ospedale di Santa Maria alla Gruccia. La notizia ha lasciato sorpresi i Sindaci del Valdarno che avevano affrontato il tema con l’azienda già due anni fa, scongiurando l’operazione. Abbiamo firmato solo pochi mesi fa un Patto Territoriale con il direttore generale e, né all’interno di quell’accordo né nella discussione che ci ha portato a quella firma, si è fatto riferimento al servizio di anatomia patologica.

"Ci saremmo aspettati una valutazione congiunta della situazione e l’illustrazione delle ragioni di tale decisione. Ciò non è avvenuto e non permetteremo che operazioni come questa passino in sordina, smontando l’ospedale un pezzo alla volta, senza aver chiaro il quadro complessivo della situazione e qual è l’assetto che si vuole dare all’ospedale del Valdarno. Chiederemo al Direttore Generale della Asl 8 un incontro urgente e l’immediata sospensione delle operazioni di trasferimento del servizio".

"Su Arezzo saranno concentrate tutte le analisi programmate - continua e conclude la direzione della Asl8 -  Ma alla Gruccia resterà attivo il laboratorio per l’attività intraoperatoria. Tecnico e medico saranno presenti nell’ospedale del Valdarno per garantire analisi immediate di anatomia patologica nel corso di ogni intervento chirurgico. Con la telepatologia si potrà poi avere, se necessaria, anche una “second opinion” da parte dei colleghi aretini. Telepatologia che, come avviene per tutte le altre diagnostiche, sarà poi collegata alla rete regionale per ampliare ancor più la possibilità di trasmissione e di confronto dei dati".

"Insomma, l’operazione di unificazione della anatomia patologica, sulla cui realizzazione ed evoluzione erano tutti a conoscenza da anni, non solo non ha motivo di essere oggi contestata con motivazioni ormai superate, ma, a parer dell’Azienda, va salutata come una grande opportunità di crescita professionale per il personale e di risultati per la ricerca e l’attività diagnostica di così grande importanza e valore". 

 
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