25.01.2014  15:37

Anatomia patologica ad Arezzo: Pacini, Cgil, "Decisione grave che indebolisce l'ospedale del Valdarno"

di Monica Campani
"La Gruccia, ospedale per 100mila abitanti, non può rinunciare all'Anatomia Patologica - afferma Bruno Pacini, della funzione pubblica di Cgil Arezzo - Abbiamo chiesto alla Asl 8 i dati su cui si basano le scelte, ma non ci hanno risposto. Non è così che si fanno le trattative con i sindacati in sanità”. Una vicenda che si trascina dal 2011


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Data della notizia:  25.01.2014  15:37

Le voci, le notizie, le smentite e le conferme si sono avvicendate dal 2011 ma adesso sembra proprio che l'Anatomia patologica, con cinque dirigenti e quattro tecnici di lavoratorio, dal primo marzo, secondo la volontà della Asl8, sarà spostata dal monoblocco della Gruccia al San Donato di Arezzo.

A darne notizia è Bruno Pacini, funzione pubblica della Cgil di Arezzo:

“È una decisione grave perché indebolisce l'ospedale del Valdarno che ha da sempre avuto questo distaccamento del laboratorio di analisi giustificato dalla complessità del plesso ospedaliero di confine che copre un bacino di utenza di 100mila abitanti tra il Valdarno aretino e fiorentino. Da considerare che lo spostamento di questo laboratorio di analisi comporterà una diminuzione di qualità nella chirurgia e nella rianimazione, reparti che sono direttamente connessi all'attività dell'anatomia patologica.”

Le prime avvisaglie dello spostamento di Anatomia patologica risalgono al settembre 2011: a parlare dei rischi fu il consigliere regionale del Pdl Stefano Mugnai che per questo rivolse un appello ai sindaci. Nello stesso mese prese posizione l'allora presidente della conferenza dei sindaci, Sauro Testi, che affermò: "Nessun cambiamento all'ospedale del Valdarno può essere preso prima di averci consultato" e aggiunse riferendosi anche a tutti i sindaci: "se c'è da protestare, alzare la voce o fare barricate, state sicuri che noi lo faremo". A giugno 2012 la vicenda tornò prepotentemente agli onori della cronaca: sempre il consigliere Mugnai presentò in merito un'interrogazione urgente e chiamò in causa l'assessore regionale alla sanità Marroni.

Sempre nel mese di giugno 2012, se da una parte il presidente della conferenza dei sindaci Sauro Testi continuò a dirsi contrario a "riduzioni o spostamenti se non c'è una logica" e parlò di iniziative personali di qualcuno e di allarmismi e il direttore generale della Asl8 Enrico Desideri affermò che “Il trasferimento dell’anatomia patologica dal Valdarno ad Arezzo, non è cosa imminente e non c’è stata alcuna accelerazione improvvisa in quella direzione. Confermo nuovamente che nessuna decisione sull’anatomia patologica, così come su altri servizi dell’ospedale valdarnese, sarà presa senza un preventivo confronto con gli amministratori locali”, dall'altra Stefano Mugnai continuò a ribadire che Anatomia patologica sarebbe stata trasferita presto ad Arezzo e che addirittura erano iniziati i sopralluoghi per gli inventari.

Il grido d'allarme della Cgil, funzione pubblica, torna a farsi sentire lo scorso mese di novembre.

Adesso Bruno Pacini annuncia, di nuovo, il prossimo trasferimento del reparto addirittura parlando del primo marzo e parla di un atteggiamento di chiusura dell'azienda sanitaria nei confronti del sindacato.

“Il 14 gennaio scorso abbiamo chiesto di conoscere in base a quali criteri fosse stata presa questa decisione, quali e quanti fossero i dati dell'attività dell'Anatomia Patologica del Valdarno e quali obiettivi misurabili si era posta la Asl 8 da raggiungere con il trasferimento. Nè in quella occasione, né in quella successiva del 22 gennaio ci è stata data un risposta”.

"Cosa ne pensano le associazioni di cittadini come il Calcit delle azioni di indebolimento della sanità pubblica aretina? Come sono state decise e perché le scelte a favore della sanità privata alla quale è stata delegata tutta una fetta di interventi chirurgici attraverso una convenzione tra Asl8 e clinica San Giuseppe e Centro Chirurgico Toscano? Perché restano tutti in silenzio sull'attuale condizione del nostro ospedale orfano di numerosi primari? Quando saranno nominati?"

Infine:

“In conclusione - conclude Pacini - speriamo di trovare qualche risposta confortante nella prossima riunione del tavolo delle trattative fissata per il 10 di febbraio.”

 

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