15.09.2020  16:28

Al Podestà le opere di Remo Gardeschi. L'omaggio della città nel centenario dalla nascita dell'artista

di Glenda Venturini
Successo di pubblico nelle prime due settimane, per la mostra allestita nelle sale del Palazzo del Podestà di Montevarchi fino al 27 settembre. È la prima volta che vengono esposte così tante opere dell'artista, con l'obiettivo di rivalutare Gardeschi, maestro, pittore e scultore nativo di Montevarchi


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Data della notizia:  15.09.2020  16:28

È aperta dal 5 settembre scorso, al Palazzo del Podestà, la mostra con cui si rende omaggio a uno degli artisti montevarchini più importanti ma forse meno celebrati, Remo Gardeschi, del quale ricorrono i 100 anni dalla nascita. Per l’occasione la sua famiglia, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, ha deciso di organizzare una esposizione che comprende le sculture e le pitture più importanti realizzate dall’artista nel corso della sua vita.

La mostra “Remo Gardeschi (1920-1994). Pitture e sculture”, patrocinata dal Comune di Montevarchi e dalla Provincia di Arezzo, resterà aperta fino al 27 settembre (aperta il venerdì ore 16-19, il sabato e la domenica ore 10-13 e 16-19).

La mostra, a cura di Lorenzo Bigi e Federica Marrubini, si articola nei diversi piani dell’edificio, mettendo a confronto pitture e sculture secondo un criterio tematico e stilistico. Per l’occasione è stato prodotto un catalogo, edito da Aska Edizioni, che si configura come un catalogo ragionato dell’opera, nel quale è stata affrontata separatamente l’arte pittorica e l’arte plastica. 

 

L’esposizione nasce dall’intento di celebrare Remo Gardeschi in occasione del centenario dalla sua nascita e dalla volontà di far conoscere e interessare la cittadinanza, ma anche la critica d’arte italiana, alla sua vasta produzione. 

Nato a Caposelvi, Remo Gardeschi fu maestro di scuola elementare, pittore e scultore. La sua attività artistica è costellata da vari monumenti commemorativi per i comuni di Montevarchi, San Giovanni, Arezzo e in parallelo è costituita da una cospicua produzione privata rivolta alle tematiche degli affetti familiari, a temi sociali e politici, ma si affaccia anche ai temi del paesaggio, del ritratto, oltre a quello religioso. Il periodo 1960-70 è quello più intenso: si susseguono mostre personali e collettive, nascono numerosi lavori su commissione da parte di enti pubblici e da privati. Alla metà degli anni Sessanta si registra nelle sue esecuzioni la tendenza alla semplificazione con influenza astratta.

Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, dopo un periodo di interruzione, Remo riprende a lavorare ma la sua creatività muta, si evidenzia infatti un cambiamento che è anche una cesura dalla sua produzione tradizionale. Nel frattempo costituisce insieme ad altri artisti il “Gruppo 85”. In suo ricordo fu istituito un premio, si tenne una mostra e da questo momento nasce anche un’associazione.

 

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