04.07.2013  13:45

4 luglio 1944: per non dimenticare. Ferri:"Un paese che ha memoria è un paese che ha un futuro"

di Monica Campani
Si è tenuta, quest'anno, a Meleto la commemorazione delle 191 vittime delle stragi nazi fasciste verificatesi tra Castelnuovo dei Sabbioni, Meleto, San Martino, Massa dei Sabbioni e Le Matole.

4 luglio 1944: a distanza di 69 anni la comunità di Cavriglia ricorda ancora le vittime delle stragi nazi fasciste. 191 in tutto le persone, tra i 14 e gli 80 anni, che furono uccise tra Meleto, Castelnuovo dei Sabbioni, San Martino, Le Matole e Massa dei Sabbioni. Quest'anno la commemorazione ufficiale si è tenuta davanti al sacrario di Meleto. Erano presenti, oltre agli amministratori di Cavriglia, molti sindaci del Valdarno aretino e fiorentino con i gonfaloni, l'assessore Francesco Ruscelli, in rappresentanza della Provincia di Arezzo e l'assessore Vincenzo Ceccarelli in rappresentanza della Regione Toscana. Molti anche i cittadini. Presente il comune di Massa Marittima che condivide insieme a Cavriglia eccidi di minatori, a Niccioleta, e un centro di documentazione mineraria. La cerimonia religiosa è stata officiata da Monsignor Mario Meini, vescovo di Fiesole.




Il sindaco Ivano Ferri visibilmente commosso ha preso per primo la parola. Dopo oltre venti anni, come assessore e vicesindaco e poi come sindaco per due mandati, questo è l'ultima volta che presenzierà alle celebrazioni in maniera istituzionale.

"Dobbiamo combattere l'indifferenza. Le comunità che hanno memoria avranno grande futuro. Cavriglia ha memoria e avrà certamente un grande futuro. Noi abbiamo rispetto e umana pietà per tutti i caduti ma dobbiamo distinguere tra coloro che sono morti per la libertà e la democrazia e coloro che, invece, sono morti per opprimere e per togliere quella libertà e quella democrazia".

A prendere la parola, poi, è stato l'avvocato Massimo Merlini, presidente dell'Anpi Valdarno.

"La Resistenza è stata la partecipazione più viva, seppur dolorosa, alla costruzione della nostra Costituzione. E troppo spesso viene dimenticata. Per noi, invece, è il cavallo di battaglia per cercare di mantenere la libertà che i nostri padri hanno conquistato. Dobbiamo insegnare ai nostri figli quella parte di storia alla quale hanno partecipato tanti cittadini. Manca la scuola a dare al cerchio la sua chiusura".

Francesco Ruscelli, assessore Provincia di Arezzo:

"Dopo 69 anni i cittadini e le istituzioni non hanno dimenticato ed hanno coltivato la memoria. I ragazzi devono essere le sentinelle della memoria perchè ogni giorno deve essere il giorno della memoria, in tutto quello che facciamo".

Vincenzo Ceccarelli, assessore Regione Toscana:

"Bisogna sfuggire alla tentazione di dimenticare o di rivedere la storia. È giusto custodire il ricordo ma anche alimentarlo ed attingervi per costruire un mondo migliore".


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